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Mercato del latte giù A Padova in sei mesi chiusi 41 allevamenti

Fabio Curto (Confagricoltura): «Siamo ancora lontani da un trend di remunerazione che consenta di sopravvivere»

PADOVA. La crisi del settore lattiero caseario colpisce anche Padova. Sono 41 gli allevamenti chiusi solamente negli ultimi otto mesi in provincia, passando quindi da 491 a 454. Nel 2014 erano addirittura 581. Dati scoraggianti, e inferiori in Veneto solo a quelli di Vicenza dove hanno chiuso ben 44 stalle. «Siamo ancora lontani da un trend di remunerazione che consenta ai nostri allevatori di raggiungere la soglia della sopravvivenza» ha dichiarato Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto «la multinazionale Lactalis paga 30 centesimi al litro, molto lontani dai costi di produzione che vanno dai 40 ai 44 centesimi, mentre il prezzo del latte spot, venduto sfuso sul mercato libero, è di 37 centesimi». Ad aggravare il quadro ci si è messo anche il focolaio appena esploso di Blue Tongue, la febbre catarrale che colpisce ovini e bovini, con alcuni casi di malattia che hanno interessato le province venete, causando restrizioni per quanto riguarda circolazione degli animali e vendite: «Anche questo non gioca a favore del settore purtroppo. In più c’è lo stallo dei consumi dei prodotti lattiero caseari, che comporta l’accumulo di grandi quantità di formaggi invenduti nei magazzini dei caseifici» ha confermato Curto. Il 2016 quindi è l’ “annus horribilis” per le aziende, che ormai hanno difficoltà a chiudere i bilanci in conseguenza dei prezzi che non riescono a coprire i costi di produzione. Da quanto emerge dai dati di Aprolav, l’associazione dei produttori latte del Veneto, nel 2016 il numero di allevamenti regionali è sceso per la prima volta sotto quota 3000, passando dalle 3.131 stalle del 31 dicembre 2015 alle attuali 2.984. In otto mesi hanno chiuso 147 aziende, proseguendo il trend dell’anno scorso che aveva segnato la fine dell’attività per ben 431 allevamenti. E’ Vicenza a versare il maggiore tributo alla crisi, che passa da 1.009 a 965 stalle, poi Padova (vedi sopra), Verona da 1009 a 965 (-30), Belluno da 328 a 303 (-24), Venezia da 134 a 114 (-20), Rovigo da 37 a 35 (-2). L’unica provincia in controtendenza è Treviso, che resta sostanzialmente stabile a quota 529, dopo aver pagato un grave dazio nel 2015 con la chiusura di 135 allevamenti. Qualche speranza c’è?: «Il prezzo del latte spot, latte sfuso venduto sul mercato libero, ha fermato la sua discesa» ha chiarito

Curto «e ha iniziato la risalita verso quota 40. Sta cominciando a dare frutti anche la politica di contributi della Unione Europea, mirati a contenere la produzione di latte, che sta facendo segnare un calo in alcuni paesi grazie ai 14 centesimi pagati al litro sulla quantità ridotta».

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