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Bomba-day, disinnescati i due ordigni. Finita l'emergenza

Alle 13.30 si sono concluse le operazioni, riaperte le strade nell'Alta Padovana

CURTAROLO. Disinnescati con successo entrambi gli ordigni della Seconda Guerra mondiale. La macchina del bomba-day ha viaggiato a pieno ritmo, nonostante il maltempo delle prime ore del mattino abbia reso ancora più complicata l’operazione “Vallum Secondo” per le due bombe “gemelle” di Curtarolo e Campo San Martino. Trecento uomini fra Esercito, Marina, Forze dell’ordine, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Suem e volontari, coordinati dalla Prefettura di Padova, sono ancora in campo per la bonifica della riva sinistra del Brenta, dove dovrà essere realizzato il ponte ciclopedonale dell’Ostiglia.

Bomba-day nell'Alta Padovana: il video L'automobile con l'altoparlante gira per le strade ad avvisare la popolazione. La spiegazione sul disinnesco dell'ordigno. L'arrivo del prefetto Patrizia Impresa (video Piran)

Alle 7 di stamattina l’area rossa dei 900 metri era completamente vuota: le 2.000 persone avevano lasciato di buonora la propria casa. Un centinaio si è rivolto ai 3 centri di accoglienza allestiti nei comuni di Curtarolo, Campo San Martino e Piazzola. A presidiare i varchi, ci sono polizia e carabinieri. Nessuno può entrare. Nemmeno nell’area gialla, che si estende ai 1950 metri, si può circolare: i 6.000 residenti devono rimanere chiusi in casa fino alla fine delle operazioni.

Alle 7.41 i militari del 2° reggimento Genio Guastatori dell’Esercito Italiano di Trento, coordinati per l’occasione dal Comando Forze di difesa interregionale Nord di Padova hanno cominciato le operazioni sotto una pioggia che non dava tregua.

Poco prima delle 8.30 si è conclusa la fase di despolettamento della prima bomba, quella rinvenuta alla profondità di 4 metri sull’argine. Il “petardo” di 500 libbre è stato trasportato per il brillamento nella cava di Alonte, in provincia di Vicenza, scelta al posto della cava di San Giorgio in Bosco. Le operazioni si sono interrotte di volta in volta per consentire il sorvolo aereo degli atterraggi previsti all’aeroporto di Treviso.

Si è conclusa poco prima di mezzogiorno anche la seconda fase per il disinnesco della bomba “gemella” incagliata sul letto del fiume a Campo San Martino, che ha visto coinvolti i Palombari del Raggruppamento subacquei ed incursori Teseo Tesei di La Spezia. Anche quest’ultima verrà fatta brillare nella cava vicentina.

Pian piano le strade sono state liberate a partire dalla zona rossa verso la gialla.

Dalle 13.30, in perfetto orario, sono tutte percorribili: si ritorna alla normalità e la gente può rientrare nelle proprie case. Al Centro operativo allestito in comune a Curtarolo, dove ci sono tutti i rappresentanti degli enti coinvolti compresi i quattro sindaci Fernando Zaramella, Paolo Tonin, Enrico Zin e Renato Miatello, è arrivato in tarda mattinata anche il prefetto Patrizia Impresa per ringraziare l’impeccabile macchina organizzativa impegnata nell’operazione.

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