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Bomba-day con 2mila sfollati nell'Alta padovana

Per il disinnesco di due ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale. Quattro comuni coinvolti: Curtarolo, Campo San Martino, Piazzola e San Giorgio in Bosco

CURTAROLO Primo ordigno disinnescato con successo. La macchina del bomba-day viaggia a pieno ritmo, nonostante il maltempo delle prime ore del mattino abbia reso ancora più complicata l’operazione “Vallum Secondo” per le due bombe “gemelle” di Curtarolo e Campo San Martino.

Trecento uomini fra Esercito, Marina, Forze dell’ordine, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Suem e volontari, sono in campo per la bonifica della riva sinistra del Brenta, dove dovrà essere realizzato il ponte ciclopedonale dell’Ostiglia.

Alle 7 di stamattina l’area rossa dei 900 metri era completamente vuota: le 2.000 persone avevano lasciato di buon'ora la propria casa. Un centinaio si è rivolto ai 3 centri di accoglienza allestiti nei comuni di Curtarolo, Campo San Martino e Piazzola. A presidiare i varchi, ci sono polizia e carabinieri. Nessuno può entrare. Nemmeno nell’area gialla, che si estende ai 1950 metri, si può circolare: i 6.000 cittadini residenti devono rimanere chiusi in casa fino alla fine delle operazioni.

Alle 7.41 i militari del 2° reggimento Genio Guastatori dell’Esercito Italiano di Trento, coordinati per l’occasione dal Comando Forze di difesa interregionale Nord di Padova hanno cominciato le operazioni sotto una pioggia che non dava tregua. Poco prima delle 8.30 si è conclusa la fase di despolettamento della prima bomba, quella rinvenuta alla profondità di 4 metri sull’argine. E' stata trasportata per il brillamento nella cava di Alonte, in provincia di Vicenza, scelta al posto della cava di San Giorgio in Bosco.

Le operazioni si interrompono di volta in volta per consentire il sorvolo aereo degli atterraggi previsti all’aeroporto di Treviso. Poi scatterà la seconda fase per il disinnesco della seconda bomba incagliata nel letto del fiume a Campo San Martino, che vede coinvolti i Palombari del raggruppamento subacquei ed incursori Teseo Tesei di La Spezia.

Al Centro operativo allestito in comune a Curtarolo, dove ci sono tutti i rappresentanti degli enti coinvolti compresi i quattro sindaci Fernando Zaramella, Paolo Tonin, Enrico Zin e Renato Miatello, è arrivato anche il prefetto Patrizia Impresa per ringraziare l’impeccabile macchina organizzativa impegnata nell’operazione. 

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