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Migranti, rivolta alle Terme: «Immagine rovinata»

La Prefettura conferma l’interesse per il complesso del 1° Roc ad Abano

ABANO TERME. Come una bomba, l’effetto è stato deflagrante. Da una parte le forze politiche e la comunità aponense, schierati tutti contro e già in molti (albergatori in testa) pronti a salire “sulle barricate”. Dall’altra parte la Prefettura, infastidita dal venir meno del velo di riservatezza su un progetto che, inevitabilmente, avrebbe provocato pesanti reazioni. Il progetto del nuovo centro di accoglienza per profughi previsto nella caserma di Giarre, fino al 1998 sede logistica degli avieri e dei sottufficiali in servizio nell’ex base Nato sul monte Venda. Per il taglio del nastro, questione di qualche settimana: giusto il tempo di fare degli urgenti interventi di manutenzione.

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QUI PREFETTURA Getta acqua sul fuoco delle polemiche il Capo di Gabinetto della Prefettura, Alessandro Sallusto, deciso a negare qualunque ruolo nell’operazione del commissario prefettizio Pasquale Aversa, alla guida del Comunque aponense in seguito all’arresto del neo-eletto sindaco Luca Claudio: «Smentisco il coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale di Abano Terme, cioè del commissario Aversa. E smentisco l’affidamento diretto della gestione del progetto a Ecofficina (ora Edeco Servizi). È una partita che gioca la Prefettura», chiarisce il Capo di Gabinetto, «È la Prefettura di Padova che sta esprimendo una valutazione in ordine alla possibilità di usare l’ex caserma di Giarre come sito da dedicare all’accoglienza dei migranti». Un’ex caserma che è proprietà demaniale, quindi dello Stato. Il dirigente prefettizio precisa: «Confermo il sopralluogo condotto dalla Prefettura e smentisco che giovedì sia stata organizzata una riunione operativa per giovedì... Sì c’è un interessamento al sito». Dunque, avanti tutta. E il motivo è doppio: gli sbarchi proseguono fuori controllo e il centro di Bagnoli è al limite, con punte di 800 ospiti nonostante la cifra ufficiale sia più bassa.

Migranti ad Abano, prima mobilitazione dei residenti Davanti ai cancelli dell'ex base militare di Giarre, dove potrebbero arrivare i richiedenti asilo, manifestazione spontanea dei cittadini che costituiscono un comitato per dire no (video Piran)

QUI ABANO Ad Abano, e non solo, il coro di dissenso è unanime. Gli albergatori a tutti i livelli sono preoccupati, ma forse li definisce meglio la parola “sconvolti”. «È una cosa allucinante», sbotta Marco Michielli, presidente di Confturismo e di Federalberghi Veneto «Questo è il prezzo che si paga per l'assenza di una guida politica ad Abano. Il prefetto e il commissario hanno trovato una soluzione senza considerare che Abano e Montegrotto sono il principale centro termale europeo. Ospitare i profughi in località di villeggiatura è pura follia. Mi attiverò personalmente per evitare che questo scempio accada». «Il segretario comunale ha affermato che non vi sono ancora notizie ufficiali in merito. Per domani abbiamo richiesto un appuntamento urgente con il commissario per esprimere ancora una volta e sempre con maggior determinazione tutta la nostra contrarietà nel portare avanti un'iniziativa di questo tipo», aggiunge Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto «Iniziativa illogica rispetto a una destinazione turistica come quella delle Terme Euganee. L'esempio di Eraclea è lampante».

Interviene anche Riccardo Ruggiero, presidente della Sezione Terme e Turismo di Confindustria Padova: «Se accadrà quanto abbiamo letto, avremo sprecato un'altra occasione per gestire l'emergenza assieme al territorio, tenendo presenti le caratteristiche peculiari del tessuto sociale ed economico delle Terme Euganee, a nostro avviso incompatibili con questo tipo di emergenza, se non al prezzo di danni di attrattività e di immagine inaccettabili per un territorio che vive di turismo e termalismo». Gli fa eco Giulia Zanettin, sempre di Confindustria: «La decisione è scellerata e faremo la fine di Bagnoli e Cona» afferma. «Quando si prendono decisioni di questo tipo», precisa il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin, «bisogna avere ben presente il quadro della situazione. Abano e Montegrotto sono località che vivono di turismo, e vivere di turismo significa che gran parte dei posti di lavoro sono dipendenti da questo comparto. Si arriva tranquillamente a diecimila posti di lavoro, tra dipendenti, titolari e collaboratori familiari che sono a rischio. Ha senso, di questi tempi, che il settore venga esposto ad una simile rischio?».

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QUI MONTEGROTTO Il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello invece spiega: «Se il 1° Roc fosse stato gestito in maniera diversa, con la creazione della Cittadella della sicurezza, la situazione ora sarebbe diversa. Non servono le proteste. La questione va affrontata e gestita. Diciamo no ai grandi centri di accoglienza, ma se ci chiederanno di fare la nostra parte, la faremo. Se c'è una richiesta, la prenderemo in esame, anche perché contro le decisioni dei prefetti non possiamo farci nulla». «Chiediamo la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per parlare della questione», replica il leader del centrodestra a Montegrotto Alessandro Boschieri.

Ieri è stata una giornata bollente per il mondo della politica di Abano. «È una follia, che rischia di mettere in difficoltà la città che ora ha bisogno di energie. Il commissario deve proteggere la città ed è impossibile si possa pensare ai profughi al 1° Roc», commenta l'ex candidata a sindaco del centrosinistra Monica Lazzaretto «Tutte le forze dovranno unirsi a difesa della città». «Siamo sempre stati contrari ai grandi centri di accoglienza che minerebbero la vocazione turistica del territorio», aggiunge Francesco Pozza, segretario locale del Pd.

Gli ex amministratori Luca Bordin, Michel Marcadella, Massimo Barcaro e Samuele Bozza: «Ce lo aspettavamo. Il commissario sta portando avanti il programma del centrosinistra. Deve smetterla di fare il sindaco, si candidi caso mai alle prossime elezioni». Linda Piva, commissario della Lega annuncia per venerdì mattina un sit in davanti alla caserma. «Abano subirà un altro danno d'immagine dopo l'arresto del sindaco», aggiunge Davide Faggion di Forza Italia. Alessio Zanon di Forza Italia-Club Forza Silvio: «Alzeremo alte le barricate». Gli fa eco Daniele Roncolato di Fratelli d'Italia: «Siamo pronti a saldare la cancellata d'ingresso della caserma». «Diciamo grazie ad Aversa e al Pd aponense per averci portato pure i profughi», aggiunge Alberto Bonato di Abano Città Sicura. Sabrina Talarico di Terme e Futuro intende chiedere «un incontro urgente al commissario. I profughi non devono arrivare ad Abano».

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