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Merlara trionfa dopo ben 33 anni Superba prova dello Stravagante

Tensione alle stelle nel vallo: 11 false partenze, poi Mattia Chiavassa sprona Sound Off e dà la polvere a tutti Alla curva di mezzogiorno Pancini (Urbana) cade e il dominatore della gara galoppa solitario verso il traguardo

MONTAGNANA. Lo chiamano “lo Stravagante” ed effettivamente qualcosa di strano c’è stato. Quando lui e il suo Sound Off hanno tagliato per primi il traguardo della corsa, regalando il Palio a Merlara dopo ben 33 anni, “lo Stravagante” non ha nemmeno alzato braccio o sguardo al cielo, andando addirittura a cadere nella curva successiva. Stravagante o meno, la vittoria di Mattia Chiavassa, 24 anni di Cuneo, ha dimostrato un cuore grande e un attaccamento ai propri colori che raramente si erano visti nelle ultime edizioni del Palio. E così Merlara, il Comune dei due merli, il primo in assoluto a conquistare il Palio moderno nel 1977, ha potuto festeggiare la terza vittoria a più di tre decenni dall'ultima del 1983.

Assenti eccellenti. La corsa si è aperta all’insegna di due assenze eccellenti, due fantini che hanno segnato la storia dell'ultimo quinquennio di Palio. Una, quella di Alessandro “Voragine” Chiti, era già stata annunciata da tempo, visto che Casale di Scodosia aveva già deciso di affidarsi a Tiziano Raffero. È stata invece una sorpresa l’assenza di Claudio “Batticuore” Bandini, il vincitore delle ultime due edizioni con Megliadino San Fidenzio, che per un malore ha dovuto lasciare il posto ad Andrea Falchi.

Batterie. Mossiere di giornata è Giampaolo Gastaldello di Saonara. Nella prima batteria, partita dopo 18 minuti, 6 false partenze e 2 ammonizioni, a strappare il pass sono Montagnana, Merlara e San Vitale, con i fantini di Santa Margherita d’Adige e San Fidenzio caduti alla seconda curva di mezzogiorno e alla successiva. La seconda batteria dura meno ma è un susseguirsi di sorpassi e controsorpassi da brivido che alla fine premiano Urbana, Casale di Scodosia e Castelbaldo. Masi arriva fino alla fine non basta, Saletto cade violentemente e per il sardo Marcello Pinna forse c'è anche qualche frattura alla gamba.

La finale. Prima della finalissima si corre la tenzone dei gonfaloni, c’è il tempo per celebrare musici e sbandieratori, ma anche per commemorare le vittime del terremoto di Marche e Lazio con un minuto di silenzio. Vengono quindi ricordati i fondatori della manifestazione ed ecco, alle 19.05, arriva il momento tanto atteso della corsa a sei. La gara è tesissima e lo testimoniano le 11 false partenze e i richiami a Merlara ed Urbana. Merlara e il giovane Chiavassa hanno dominato quasi tutta la gara, riuscendo a superare Casale già alla prima curva di tramontana. I giochi si sono quindi fatti più facili quando nella curva di mezzogiorno è caduto Jacopo Pancini di Urbana: il cavallo scosso ha ostacolato chi stava dietro e “lo Stravagante” ha potuto prendere terreno e finire in scioltezza, con Casale e Montagnana a dannarsi per la seconda piazza. E se all’arrivo Chiavassa non ha festeggiato come consuetudine vuole, la gioia e l’emozione del giovane fantino sono esplose tutte quando si

sono aperti i cancelli del vallo e sono entrati i primi contradaioli di Merlara. L’abbraccio con Lucia De Togni, “madre” del comitato locale, è il simbolo di una vittoria che il Comune biancazzurro aspettava ormai da troppi anni e che aveva solamente assaporato con il secondo posto del 2008.

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