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Sempre più famiglie costrette a ricorrere agli aiuti comunali

I servizi sociali piovesi seguono 200 fra adulti, minori e anziani In aumento le emergenze legate a disoccupazione e sfratti

PIOVE DI SACCO. Il Comune continua a investire sul sociale e sul welfare. A dirlo non sono solo le statistiche che posizionano la città tra quelle della provincia dove la spesa pro-capite è più alta (indagine OpenPolis) ma anche il sempre crescente numero di iniziative messe in campo per fare fronte e sostenere situazioni di difficoltà ed emergenze di vario genere.

Fa il punto della situazione l'assessore Paola Ranzato, chiamata a gestire una rete sempre più complessa. «Ci sono innanzitutto», esordisce, «gli interventi nell'ambito dei servizi di assistenza domiciliare. Attualmente sono più di settanta gli utenti seguiti quasi quotidianamente. Per la maggior parte sono anziani, poi disabili e minori. Sono poi una trentina le persone cui sono consegnati i pasti a domicilio (circa cinquemila l'anno) perché sole, indigenti o incapaci di provvedere autonomamente. Allo stesso modo garantiamo un servizio di trasporto per anziani e disabili, per visite mediche, commissioni. Tutto questo in collaborazione con un'associazione di volontariato e la cooperativa Magnolia».

Altro settore determinate è quello legato alla tutela dei minori e al servizio educativo domiciliare. «Oggi seguiamo complessivamente quasi venti famiglie» continua «che hanno fino a tre figli. Si interviene a tutela dei minori ma anche a sostegno dei genitori: la crisi economica di questi anni ha esasperato alcune situazioni di fragilità che devono quindi essere tutelate e rafforzate con l'obiettivo principale di prevenire traumi più grandi. Questo obiettivo è stato rafforzato nell'ultimo anno anche dal progetto con cui si è intervenuti ulteriormente a sostegno di minori a rischio e delle loro famiglie». Per venticinque cittadini, anziani e disabili, il Comune integra la retta di ricovero in strutture adeguate. Ci sono poi altre modalità attraverso le quali l'ente, per un'ottantina di persone, fa da tramite ad anziani e disabili. Sono quelle relative al telesoccorso, alla gestione degli Icdb e ai contributi per le cure domiciliari per persone non autosufficienti. «Aiutiamo i nostri cittadini in difficoltà», prosegue l'assessore, «e nelle emergenze, con contributi economici (nel 2015 più di centodieci famiglie), con bandi e integrazioni economiche a sostegno degli affitti, del pagamento della Tari, delle famiglie numerose e della maternità. Sessanta famiglie usufruiscono di agevolazioni sulla mensa scolastica». In questi anni come si è evoluta la situazione? «Il focus delle emergenze si è certamente spostato sulle conseguenze della perdita del lavoro che come prima conseguenza ha portato a dover affrontare diverse emergenze sfratti. Per la questione lavoro abbiamo attivato ogni anno dei progetti di solidarietà. Quest'anno con "Occupiamo Piove" l'investimento del Comune è stato di 40 mila euro, più altrettanti arrivati dalla Fondazione Cariparo e dalle aziende che si sono messe in gioco per dare opportunità lavorative a venti cittadini. Abbiamo inoltre integrato il fondo a sostegno degli affitti, anche se si dovrebbe fare un ragionamento più ampio perché l'emergenza casa non

è solo circoscritta a Piove di Sacco. Abbiamo accelerato con un contributo la sistemazione dei diciannove alloggi Ater e dato casa ad altrettante famiglie piovesi nel settembre dell'anno scorso. Ora, sempre con fondi propri, stiamo sistemando altri alloggi Erp».

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