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Nomadi trasferiti, per loro pronte case alla Mandria e a Rubano

Don Bizzotto che si occuperà della gestione del dopo via Bassette: «48 persone rimangono in città, altri 50 in provincia»

PADOVA. Mandria e Rubano. Queste sono le prime due località rese note, dove si stanzieranno, nelle case del Comune, alcune famiglie nomadi che fino a ieri vivevano nel campo di via Bassette, oggi raso al suolo.

A rivelarlo è don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace, che insieme ai suoi volontari si occuperà proprio di gestire gli ingressi dei nomadi nelle case assegnategli.

Sarà infatti necessario monitorare la situazione e facilitare l’inserimento nei condomini, cercando di costruire ...

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PADOVA. Mandria e Rubano. Queste sono le prime due località rese note, dove si stanzieranno, nelle case del Comune, alcune famiglie nomadi che fino a ieri vivevano nel campo di via Bassette, oggi raso al suolo.

A rivelarlo è don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace, che insieme ai suoi volontari si occuperà proprio di gestire gli ingressi dei nomadi nelle case assegnategli.

Sarà infatti necessario monitorare la situazione e facilitare l’inserimento nei condomini, cercando di costruire un equilibrio tra inquilini nuovi e vecchi.

«Il Comune sa che noi in questi anni ci siamo avvicinati a questa gente per riuscire a mandare i bambini a scuola e per aiutare le persone ad integrarsi», spiega don Albino Bizzotto. «Per questo ci ha dato il compito di occuparci di queste famiglie».

Si tratta di cinque famiglie rom, per un totale di 30 adulti e 18 bambini, che hanno la residenza a Padova e che dunque possono rimanere in città (diversa la sorte dei 50 nomadi non residenti che invece dovranno andarsene). Questi nuclei familiari, molto numerosi, hanno bisogno di una nuova sistemazione.

Per questo il Comune ha deciso di assegnargli alcuni appartamenti, che gestiranno appunto i Beati Costruttori di Pace. Di certo per ora c’è che uno si trova a Rubano, quasi sicuramente tra via Kennedy e via Genova, un altro alla Mandria.

Ma ci sono anche diversi altri appartamenti vuoti in città a disposizione del Comune che non è escluso vengano utilizzati per ospitare i rom. La maggior parte sono tra il quartiere di Mortise e quello dell’Arcella.

Ecco quali sono: quattro appartamenti in via Bacardi, quattro in via Duprè, uno in via Sagredo, uno in via Trilussa, uno in via Befana, uno in via Cascino, uno in via Fratelli Carraro. Si parla poi anche di alcuni casolari in città che potrebbero diventare alloggi per una o due famiglie di via Bassette. Chiaramente gli appartamenti non sono già pronti. I nomadi dovranno dormire per due o tre notti nelle loro roulotte, finché le nuove residenze, che ora sono vuote, non verranno attrezzate con letti, cucine, e tutto ciò che è necessario per vivere.

Intanto ieri mattina in via Bassette sono proseguiti i lavori di abbattimento dei prefabbricati, di pulizia e bonifica dell’area. A supervisionare la situazione attorno alle 12.30 è arrivato anche il comandante della polizia municipale Antonio Paolocci. Ora nell’area a ridosso della tangenziale non è rimasto proprio più nessuno. «Si trattava dell’ultimo campo abusivo della città, che è stato raso al suolo e abbattuto», ha commentato il sindaco Bitonci «Era una cosa necessaria in quanto c’erano situazioni molto pesanti dal punto di vista igienico sanitario ma anche dal punto di vista della legalità e dell’ordine pubblico».

Non è mancata infine la nota polemica: «Ricordiamo agli ex assessori o amministratori che avevano fatto addirittura una raccolta firme per sgomberare il campo, non ottenendo nulla, che bene o male questi 18 bambini con i genitori sono cittadini padovani che hanno la residenza in via Bassette. Residenza che hanno dato loro, quelli che adesso criticano».