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Corruzione: arrestato Luca Claudio, appena rieletto sindaco di Abano

Il "re delle terme" è sospettato di avere chiesto il pizzo per gli appalti pubblici. Misure cautelari anche per Bordin, Pistorello, Trevisan e Guerrato 

ABANO. Luca Claudio, riconfermato sindaco di Abano Terme ai ballottaggi dello scorso 19 giugno, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Padova. Le auto delle fiamme gialle sono arrivate alle 6.15 davanti alla sua abitazione in via Campagna Bassa a Montegrotto. I dettagli delle accuse ancora non si conoscono, ma la vicenda è legata all'inchiesta della Procura su un presunto giro di tangenti. 

Perquisizione dell'auto di Luca Claudio
Perquisizione dell'auto di Luca Claudio

LA CONFERENZA STAMPA DELLA FINANZA. In  conferenza stampa, la Guardia di Finanza ha spiegato che il sindaco Luca Claudio si serviva di una società srl, intestata a Massimo Trevisan ma gestita dal sindaco stesso, per ottenere tangenti sugli appalti. Il meccanismo era: una volta affidato l'appalto a una ditta, questa pagava la tangente del 10 per cento pagando una consulenza di vario genere alla società srl di Trevisan. In occasione di piccoli appalti, invece, ci sarebbe stato passaggio di denaro in contanti. 

ALTRI ARRESTI. Con Luca Claudio sarebbero destinatari di provvedimenti di misura cautelare chiesta dal pm Federica Baccaglini anche Massimo Bordin, ex sindaco di Montegrotto, indagato dall'anno scorso, l'imprenditore Luciano Pistorello, titolare di una ditta di asfaltatura, l'immobiliarista Massimo Trevisan e l'imprenditoreSaverio  Guerrato di Rovigo. 

Il sindaco di Abano Terme portato via dalla Guardia di Finanza Giovedì 23 giugno, ore 8.15: il sindaco di Abano Terme Luca Claudio viene prelevato dalla sua abitazione dalla Guardia di Finanza (video Piran/Livieri)

PERQUISIZIONI IN MUNICIPIO. Alle 8.30 le auto della Guardia di Finanza si sono dirette nel municipio di Abano Terme dove hanno perquisito l'ufficio del sindaco e altri uffici municipali. 

La Finanza davanti al Municipio di...
La Finanza davanti al Municipio di Abano

 

PRIME REAZIONI. La sfidante a sindaco Monica Lazzaretto, in una intervista a caldo fuori dal Municipio di Abano, esprime amarezza per la situazione che si è venuta a creare e lancia un dubbio legittimo: "Il manifesto con cui Luca Claudio ha costruito la sua campagna elettorale diceva Sono Innocente. Era la verità?". 

Abano, la sfidante a sindaco Monica Lazzaretto: "Era vero il suo manifesto?" Monica Lazzaretto, che ha sfidato Luca Claudio nelle recenti elezioni comunali perdendo, rilascia a Elena Livieri una dichiarazione sull'operazione della Guardia di Finanza: "Era vero il manifesto della campagna elettorale di Claudio con la scritta Sono innocente?"

 

LE PRIME PAROLE DI CLAUDIO. All'uscita dal municipio di Abano Terme scortato dalla Guardia di Finanza, Luca Claudio dice ai giornalisti che aspettano all'uscita: "Strano tempismo". E poi alla domanda sulle accuse, risponde: "Le solite". 

Abano Terme, le prime parole di Luca Claudio: "Strano tempismo" All'uscita dal municipio di Abano Terme, scortato dalla Guardia di Finanza che lo porta via in auto, il sindaco Luca Claudio ai giornalisti che aspettano fuori dice: "Strano tempismo". Poi ad una domanda sulle accuse, risponde: "Le solite". (video Piran/Livieri)

 

I GENITORI DI CLAUDIO. "Chi c'è dietro a questa manovra? Solo cattiveria contro nostro figlio. Anche i preti si sono messi. Eppure nostro figlio ha il conto in rosso, solo mutui da pagare e la Finanza lo dovrebbe sapere bene".

Abano Terme, i genitori di Luca Claudio: "Tanta cattiveria contro nostro figlio" I genitori del sindaco Luca Claudio scossi per l'arresto: "Cosa c'è dietro?" si chiedono. "Perchè tanta cattiveria? Perchè anche i preti contro? Nostro figlio non ha soldi, solo debiti e mutui e la Finanza lo sa bene". (video di Nicola PIRAN) LEGGI L'ARTICOLO

IL RE DELLE TERME. Uomo del centrodestra, sindaco di Montegrotto per due legislature, successivamente rieletto come primo cittadino di Abano e riconfermato dalle urne appena alcuni giorno fa, Claudio è accusato di aver chiesto e ottenuto tangenti del 10 per cento sull'importo di lavori assegnati dalle due municipalità a una serie di imprese private.

Ecco la ricostruzione dei fatti, a partire dall'aprile del 2015.

LA TANGENTE IN DIRETTA. Quattordici aprile 2015: l’assessore comunale all’ambiente di Montegrotto Ivano Marcolongo, 45 anni, viene arrestato dalla guardia di finanza dopo aver incassato una mazzetta da mille euro. E' l'inizio di un terremoto giudiziario che scuote i comuni termali di Abano e Montegrotto. Nelle stesse ore, le fiamme gialle entrano nei due municipi e prelevano i due sindaci, Massimo Bordin (Montegrotto) e Luca Claudio (Abano).

TRE NEL MIRINO, L’indagine coordinata dal pm Federica Baccaglini iscrive nel registro degli indagati tre imprenditori e spazia dal 2009 al 2015. A Marcolongo e al sindaco Bordin vengono contestati tre reati: concussione, induzione indebita a dare e promettere utilità (in pratica corruzione per induzione) e turbativa d’asta. A Claudio, la procura non contesta la turbativa d’asta, ma “solo” gli altri due reati. Marcolongo, secondo la procura, avrebbe agito da tramite per conto dei due sindaci, incassando tangenti dalle aziende vivaistiche in cambio di incarichi e acquisti di piante e altri materiali.

UNA CIMICE NELL'AUTO. Marcolongo è pedinato e intercettato da tempo: nella sua macchina c'è una cimice. Quando gli agenti hanno la certezza che la bustarella è nelle tasche dell’assessore, il blitz ha inizio. In carcere non finiscono i due sindaci, l'assessore sì.

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GREEN ECONOMY. «È un’indagine a orologeria», si lascia scappare Claudio, riferendosi alla sua imminente candidatura alle elezioni regionali. «I controlli sono giusti», aggiunge «e noi abbiamo dato tutti i chiarimenti. A cosa si riferiscono? Ai contratti sul verde dal 2008 in poi, e che riguardano entrambe le amministrazioni». Ovvero la sua, quando era sindaco di Montegrotto, e quella di Massimo Bordin, che è arrivato nello stesso municipio dopo di lui.

SISTEMA CLAUDIO. Il giorno dopo, Marcolongo vuota il sacco: era l'esattore . Prima del sindaco Luca Claudio. Poi del suo successore Massimo Bordin. Andava a riscuotere le tangenti, ha ammesso. Ma lui, non incassava nulla: gli bastava lo stipendietto da assessore, 500 euro al mese, e il prestigio di quella carica. «Sono un magazziniere, una persona semplice... Ho fatto tutto per loro» si giustifica quasi tra le lacrime.

Massimo Bordin, l'ex sindaco di...
Massimo Bordin, l'ex sindaco di Montegrotto

AVIDITA'. Racconta il "sistema Claudio": tutti sapevano che bisogna pagare per lavorare. Insomma a Montegrotto (come ad Abano, secondo l'ipotesi investigativa) o si paga o non si vince nessun appalto né si ottiene un affidamento diretto. Al giudice, Marcolongo specifica che Bordin è meno esoso del suo predecessore, Claudio. A quest'ultimo, insomma, i soldi non sarebbero bastati mai.

L'ex assessore Marcolongo
L'ex assessore Marcolongo

MISTER 10 PER CENTO. «È il sistema» ha spiegato Marcolongo. Un "sistema" (quello della percentuali su qualsiasi gara o affidamento) targato Luca Claudio: sarebbe lui, ha chiarito l'ex assessore, l'ideatore del metodo 10% sperimentato e applicato prima a Montegrotto (dal suo secondo mandato amministrativo, per quel che ne sa Marcolongo in giunta dal 2006). Un metodo trasferito nel Comune di Abano con l'arrivo di Claudio, non limitato al Verde pubblico. Anzi, esteso a tutti i settori, sempre secondo Marcolongo.

MAXI RISTRUTTURAZIONI. Bordin si dimette da sindaco, Claudio non ci pensa neppure . Le indagini procedono con l'attenzione puntata soprattutto sull'edilizia, le perequazioni, le maxi ristrutturazioni come l'operazione ex Zeus del gruppo Borile . Per gli investigatori della Guardia di finanza di Padova la manutenzione del verde pubblico e l'arredo urbano sono solo la punta di un iceberg. Dietro al "sistema" di Mister 10 per cento c'era molto di più.

SOSPETTO MAFIE. Variazioni di destinazione d'uso dei terreni e aumento delle cubature: strumenti amministrativi in grado di generare operazioni da milioni di euro. Con il sospetto di legami con la malavita organizzata: due società hanno operato nel bacino termale e si sono contraddistinte per una gestione quantomeno sospetta.

Acquistano terreni, iniziano a costruire, raccolgono risorse con fidejussioni per proseguire i lavori e poi non rispettano i vincoli pubblici oppure provano a trattare per modificare le caratteristiche del progetto. Improvvisamente falliscono e chi le gestisce se ne va con i soldi. La truffa riconduce quasi sempre alla Campania o alla Sicilia. Giri d'affari oscuri, inseriti in un'interrogazione parlamentare fatta dal parlamentare del Pd Alessandro Naccarato e divenuti materiale allo studio dell'Antimafia.

HOTEL CAESAR. Così come la girandola di cambi di proprietà dell'hotel Caesar di Montegrotto. Gli uomini stanno cercando di capire se le amministrazioni comunali di Abano e Montegrotto hanno in qualche modo agevolato tutte queste operazioni, adottando quegli strumenti amministrativi che sono in capo alla giunta e al sindaco.

L'Hotel Caesar a Montegrotto
L'Hotel Caesar a Montegrotto

IMPRESE DI SETTORE. I finanzieri perquisiscono anche sette aziende. Sono tutte imprese che operano nell'ambito della manutenzione del verde e che potrebbero essere state coinvolte in questo giro di mazzette. Tuttavia nessuno dei sette proprietari ha fornito dati agli investigatori.

FOLLOW THE MONEY. Le indagini vanno avanti seguendo i soldi delle tangenti, che da qualche parte sono finiti. Da una prima ricognizione, sarebbero state scoperte alcune proprietà in Brasile: immobili intestati non direttamente a Luca Claudio ma a lui in qualche modo riconducibili. Indagine patrimoniale estesa anche a Bordin e Marcolongo.

Claudio accompagnato in caserma
Claudio accompagnato in caserma

IL MURO CROLLA. Dopo il blitz, si rompe il muro d'omertà: i titolari di alcune imprese che operano nell'ambito della manutenzione del verde si presentano al comando provinciale della Guardia di finanza e raccontano la loro verità. Si parla di 12 milioni di euro: quanto hanno sborsato dal 2006 ad oggi, tra Abano e Montegrotto, le amministrazioni comunali per appalti sulla manutenzione del verde, con l'impresario Luca Creuso monopolista assoluto. Attraverso le casse della sua azienda è transitato il flusso più consistente di denaro.

LA PISTA DEL MATTONE. Nel mirino anche una serie appartamenti intestati a società riconducibili al sindaco che i finanzieri sospettano siano state regalìe di costruttori in cambio di autorizzazioni a costruire o per variazioni di volumetrie. Questi appartamenti sono ben 25 oltre a 15 garage Sono a Solesino e nella zona termale e in parte sono affittati. Il valore totale supera i due milioni di euro.

Il sindaco Luca Claudio
Il sindaco Luca Claudio

FARMA-ARMY. A luglio del 2015 spuntano anche forniture all'Esercito, farmaceutiche e non solo, nel novero delle attività di Luca Claudio. Alcune già portate a compimento, altre in via di perfezionamento: una strada da percorrere grazie agli ottimi rapporti del sindaco con la Regione.

FARMA-DUBBI. Sotto la lente d'ingrandimento finiscono due società, la Farma 30 e la Farma 300, entrambe legalmente rappresentate da Luca Claudio. La prima costituita nel 2003 e la seconda nel 2013. Sono società di fabbricazione e commercializzazione di prodotti farmaceutici, cosmetici e affini.

Anni fa la Farma 30 aveva fornito all'Esercito giubbini per i militari per un valore di 400 mila euro. Da poco, sempre la Farma 30, che ha sede legale a Rubano, ha venduto un capannone. Il progetto in preparazione, su cui le Fiamme gialle stanno indagando ora, riguarda la possibilità di accedere ad appalti di farmaci o similari, sempre per l'Esercito. Un'operazione non completata, il cui percorso sarebbe transitato dritto per la Regione attraverso la commissione Sanità.

La Finanza davanti al municipio di Abano
La Finanza davanti al municipio di Abano

L'ESATTORE PATTEGGIA. Il 17 luglio 2015, Marcolongo patteggia un anno e 5 mesi di carcere. Il pm Federica Baccaglini titolare dell'inchiesta, esprime parere positivo e l'accordo viene ratificato davanti al gup Cristina Cavaggion che riconosce lo sconto di un terzo della pena stabilito per il rito alternativo.

SONO INNOCENTE. Poi, un lungo silenzio sulle indagini. A fine marzo del 2016, Claudio esce allo scoperto, a modo suo. “Io sono innocente" è lo slogan del manifesto affisso in centinaia di copie ad Abano e Montegrotto prendendo ispirazione dalla copertina dell'ultimo album di Vasco Rossi dal titolo "Sono innocente".

COMPLOTTO. Volto in primo piano, lampada dell'interrogatorio nella mano destra e slogan nella parte alta del manifesto. «Sono innocente e lotterò fino all'ultimo per dimostrarlo», ribadisce Luca Claudio. «È un grido che rivolgo alla cittadinanza di guardare i fatti e di non ascoltare le malelingue, le false dichiarazioni di quanti sostengono che io sia un delinquente. Il colpevole non sono io, ma qualcun altro che ha cercato di incastrarmi in questa triste vicenda. E la verità emergerà».

Sostenitori di Claudio davanti al...
Sostenitori di Claudio davanti al tribunale

DIMETTERMI MAI. Luca Claudio non ci sta a passare per l'uomo delle tangenti. «Questo manifesto è rivolto contro quanti in questo ultimo anno hanno lanciato accuse pesanti nei miei confronti, arrivando ad affermare, come ha fatto di recente Tiziano Rossetto, che dovrei pure dimettermi. Perché dovrei farlo se sono innocente e non ho fatto nulla? È giusto che come persona io possa dimostrarlo e possa difendermi da queste accuse. Ho sempre pensato questo anche quando c'erano indagini nei confronti di Berlusconi o De Luca, tanto per fare degli esempi. Sono convinto che in assenza di prove certe non sia giusto colpevolizzare una persona. È un messaggio forte che dò alla città e alla mia squadra, che ha resistito e fatto quadrato attorno a me, anche nei momenti più difficili».

OROLOGERIA. E ancora: «Ho voluto portare avanti questa azione forte prima che si chiuda l'indagine. L'inchiesta che mi riguarda scadrà a fine aprile e sono convinto che la verità emergerà. Per ora non ho ricevuto alcuna notizia a riguardo e attorno a questa vicenda c'è un silenzio che mi piacerebbe finisse . È innegabile che in questa condizione si viva male e vivano male i miei amici, accusati di una sorta di reato di amicizia. Sono state perquisite e attaccate alcune persone solamente perché sono miei amici. Questa situazione è un elemento di disturbo in vista del voto popolare di giugno. C'è chi continua a dimostrarmi solidarietà e a credere in me, ma c'è anche chi teme possa uscire qualcosa di forte a ridosso del voto. Mi danno del delinquente e ciò fa male. Sono comunque tranquillo, perché, ribadisco, sono innocente».

QUARTO MANDATO. Il resto è storia recentissima: la ricandidatura a sindaco di Abano, la vittoria al ballottaggio contro la candidata del centrosinistra Monica Lazzaretto con il 52,3 per cento dei voti: al primo turno aveva ottenuto il 41,69% contro il 35,16% della sua avversaria. Claudio è così al quarto mandato come sindaco: due legislature a Montegrotto, altrettante ad Abano.

BUONI E CATTIVI. Non so cosa dire", ha detto a caldo in lacrime Luca Claudio, esponente del Movimento per far rinascere l'Italia da lui fondato. "Hanno vinto i buoni contro i cattivi. Ci hanno attaccati in tutti i modi, ma ce l'abbiamo fatta. Ha vinto la campagna elettorale portata avanti senza offendere". Claudio ha vinto nonostante l'inchiesta che lo vede coinvolto. "Questa vittoria non cancella la ferita, che è ben presente. Abbiamo dimostrato che si può andare avanti nonostante tutto. Abbiamo dovuto sempre dimostrare di essere puliti. Ha vinto una squadra di persone vere e senza di loro non ce l'avrei fatta. Siamo andati avanti con il popolo, senza partiti e bandiere"

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