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Truffa, bufera sull’a.d. di BusItalia Veneto

Viola indagato a Perugia: sotto la lente la gestione dei fondi statali per il trasporto. Avviso di garanzia anche per Mazzoncini

Truffa aggravata ai danni dello Stato e falso. Il terremoto al vertice di BusItalia Veneto ha Perugia come epicentro ma investe in pieno l’amministratore delegato della società, Ettore Franco Viola. L’a.d. dell’azienda controllata (con il 55%) da BusItalia, ma dove il Comune (attraverso Aps Holding) detiene il 45% delle quote sociali, risulta iscritto nel registro degli indagati insieme ad altri quattro nell’ambito di un’inchiesta della procura di Perugia su una presunta truffa ai danni dello Stato nell’ambito delle erogazioni pubbliche del ministero dei Trasporti, tramite la Regione Umbria, alla società Umbria Mobilità. Tra gli indagati c’è anche Renato Mazzoncini, oggi a.d. delle Ferrovie ma in precedenza amministratore di BusItalia ben noto in città per aver condotto le trattative con il Comune che hanno portato alla nascita di BusItalia Veneto. La sua iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto.

L’ipotesi al centro dell’indagine è che i vertici di Umbria Mobilità (società controllata dal gruppo Ferrovie) abbiano alterato i dati da inviare all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico e alla luce dei quali il ministero, attraverso la Regione Umbria, ha erogato maggiori finanziamenti alla società. Martedì scorso il blitz che ha portato all’acquisizione di nuovi documenti anche per quanto riguarda il conto corrente della tesoreria della Regione Umbria. Conto in cui sono stati accreditati i contributi pubblici oggetto dell’indagine.

Viola, genovese, 55 anni, prima dirigente all’Atm di Milano e subito dopo all’Apam di Mantova e dal 2102 al 2015 a.d. di Umbria Mobilità si dice «sereno e rimango a disposizione della magistratura per i necessari chiarimenti. Ribadiamo la correttezza del nostro operato, nel pieno rispetto delle regole». «Nutro la massima fiducia nella magistratura di Perugia» sottolinea Ludovico Mazzarolli, presidente

di BusItalia Veneto. «Credo di conoscere abbastanza bene l’ingegner Viola. La sua iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto. Sono convinto che, già nelle prossime settimane, l’a.d. di BusItalia Veneto riuscirà a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti che gli sono contestati».

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