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Gasolio sull’asfalto, due morti in due ore

Frontali identici a distanza di qualche chilometro: le auto sbandano sulle scie di carburante e si schiantano contro i camion. Dodici giorni fa un’altra vittima

ANGUILLARA VENETA. La stessa strada, la stessa dinamica, la stessa tragica fine. E un'ombra inquietante: quella scia di carburante sull'asfalto che sembra una delle principali cause di due vite spezzate. Anzi, tre, se si pensa che meno di due settimane fa, lungo la stessa provinciale, un altro automobilista è morto in un frontale dalle inquietanti analogie alla duplice tragedia di venerdì 11 marzo.

Venerdì mattina la provinciale 1 "dell'Adige" si è trasformata in una trappola mortale: nel raggio di 5 chilometri e di appena due ore un operaio di Cavarzere (Ve) e una giovane madre di Masi sono morti nel duplice scontro con due camion.

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ORE 8, ANGUILLARA. Il primo incidente è costato la vita a Bledar Asamataj, 38 anni, operaio albanese residente a Cavarzere. L'uomo era al volante della sua Seat Arosa e stava viaggiando in direzione di Boara Pisani lungo la provinciale che costeggia l'argine dell'Adige. Arrivato all'altezza del rettilineo all’altezza del civico 40 di via Pizzoni, il trentottenne ha perso improvvisamente il controllo della sua auto: l’utilitaria ha invaso la corsia opposta è si è schiantata violentemente nella parte posteriore sinistra con il camion Mercedes Actros 2544 condotto da M.S., 41 anni, di Stanghella. L'auto avrebbe fatto in tempo a compiere un giro su se stessa per poi schiantarsi con la parte anteriore contro il guardrail che costeggia la carreggiata. Asamataj è morto praticamente sul colpo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polstrada di Piove di Sacco e della polizia locale, oltre ai vigili del fuoco di Este e di Rovigo.

L'incidente di Barbona
L'incidente di Barbona

ORE 10.30, BARBONA. A soli cinque chilometri di distanza e dopo appena due ore, l’asfalto della provinciale si è tinto nuovamente di sangue. È stato quasi un incidente-fotocopia quello costato la vita a Guendalina Bacchiega, 38 anni, cassiera di Masi e mamma di due bambini di tre e sette anni. La donna era al volante della sua Fiat Idea e stava procedendo verso Anguillara Veneta. A giocare un ruolo fatale per lei è stata l'uscita da una curva: è lì che la Fiat ha abbandonato la sua corsia per finire su quella contraria. E anche in questo caso il destino è stato inclemente: la piccola monovolume si è trovata davanti l'autocisterna della Contrame di Mestre (Ve), il Volvo Fh 12460 guidato da V.B., quarantanovenne di Salzano (Ve). «Ho visto chiaramente che si è accorta di quello che stava accadendo» sono le parole forti del camionista, che ha tentato in tutti i modi di evitare lo schianto «Si è resa conto che non c'era più nulla da fare dopo la sterzata: dopo lo scontro, la sua Fiat è finita contro il guardrail che dà sul fiume. Sono sceso e sono corso subito da lei. Ha fatto in tempo ad alzare il capo per qualche secondo, poi ha smesso di respirare. Non correva, ne sono sicuro, e non riesco a capire come sia finita nella mia corsia». La stessa autocisterna - che viaggiava senza carico - è finita fuori strada, adagiandosi su un lato. Il camionista ha rimediato una leggera escoriazione a un braccio. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco atestini e alla polizia locale, sono intervenuti anche i carabinieri di Masi e Solesino.

Doppio mortale sull'argine ad Anguillara Doppia tragedia nell'arco di due ore. Pare che sull'asfalto ci siano tracce di gasolio LEGGI L'ARTICOLO

ASFALTO SCIVOLOSO. Da Mestre sono giunti pure i titolari del consorzio di trasporti Contrame, che hanno criticato a più riprese le precarie condizioni dell'asfalto: «La strada sarà anche scivolosa per la pioggia, ma qui non si riesce nemmeno a stare in piedi e la colpa non è dell'acqua, bensì di questa lunga scia di carburante che si vede chiaramente, per ampi tratti della strada». Effettivamente la provinciale 1, ieri mattina, pareva una pista di pattinaggio.

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Le scie di carburante erano ben visibili, visto il loro effetto "arcobaleno" sull'asfalto bagnato, in modo particolare nei punti in cui sono avvenuti i due incidenti mortali. Anche lo scorso 27 febbraio, sempre sulla provinciale 1 ma all'altezza di Boara Pisani, più di qualcuno aveva notato che il manto stradale era reso scivoloso da gasolio. In quell'occasione era morto Paolo Casoni, 54 anni di Castello di Serravalle (Bologna), finito fuori strada con la sua Renault Capture dopo una sbandata e lo scontro con un'Audi A5 di un rodigino. Alcuni residenti hanno fatto notare che da qualche tempo il traffico pesante lungo la strada arginale è aumentato, in particolare da quando il Comune rodigino di Lendinara ha vietato il passaggio dei camion sulla Sr 88 che attraversa il centro abitato (l'ordinanza è del 26 febbraio), costringendo i mezzi pesanti a deviare anche sulla provinciale padovana. È d'altra parte probabile che il carburante che ieri ha reso quasi impraticabile la Sp 1 fosse semplicemente la causa di un guasto a un camion, di una perdita fortuita. E certamente i due episodi hanno avuto come cause determinanti anche pioggia e velocità: per entrambi i casi, tuttavia, resta il pensiero che le tragedie potessero essere evitate con una strada più sicura e pulita.

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