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In moto sui sentieri, i podisti li fermano e si scatena una lite

Attimi di tensione sul Montericco, per poco non si passa alle mani. Volontari del Parco costretti a sistemare i solchi lasciati dalle ruote

MONSELICE. Fermano un gruppo di enduristi e segnalano loro l'impossibilità di circolare sui sentieri dei Colli. Di contro ricevono offese e minacce, sfiorando di poco la rissa. È accaduto - ed è l'ennesimo episodio - ieri mattina tra il Montericco e il Monte Castello, nel territorio protetto del Parco regionale dei Colli Euganei. Qui da qualche tempo opera un gruppo di volontari, l'associazione Sentieri Puliti: amanti dello sport, podisti e ciclisti, che si impegnano nella pulizia dei sentieri dei Colli Euganei dei Colli Berici. Tagliano vegetazione invasiva, tolgono i rovi, sfalciano l'erba, rimuovo sassi insidiosi o tronchi pericolosi, livellano percorsi non propriamente agevoli. E vigilano sulla sicurezza dei sentieri, anche contro chi si diverte a scorrazzarci in barba al regolamento del Parco Colli. Come avvenuto ieri mattina: «Dopo aver pulito la vecchia cava del Montericco io e un collega abbiamo deciso di spostarci verso il Monte Castello, immettendoci in un sentiero» spiega un membro dell'associazione «Lungo il percorso ci siamo imbattuti in un gruppo di oltre dieci enduristi. Abbiamo subito fatto notare loro che l'utilizzo della moto lungo i sentieri è illegale». I motivi? Sia per la sicurezza di "pedoni", escursionisti e visitatori, sia per non alterare l'ecosistema dei boschi: basti pensare ai solchi lasciati dagli pneumatici, pericolosi per chi viene a passeggiare ma soprattutto capaci di incanalare acqua e di dar vita a improvvise frane e cedimenti.

Continuano da Sentieri Puliti: «Qualcuno ha ammesso la colpa, qualcun altro ha cominciato ad offenderci. Insulti e ingiurie, arrivando poi anche a vere e proprie minacce. Un motocrossista, in particolare, si è avvicinato verso di noi con fare molto minaccioso». I due si sono voltati, rinunciando ad alimentare la rissa verbale anche per preservare la propria incolumità, e d'altro canto l'aggressore è stato fermato da alcuni compagni ben più maturi. «Morale della favola? Nel pomeriggio siamo ritornati nel sentiero a coprire i solchi lasciati dalle ruote: immaginate cosa potrebbe accadere ad un ciclista che, ignaro di quelle insidie, arriva a velocità

sostenuta su quelle buche. Confidiamo che le autorità intervengano su questo fenomeno».

Non è il primo episodio di incontri "molesti" tra podisti, ciclisti e motocrossisti: in alcuni casi si è arrivati anche alle mani. Ieri la lite è stata soltanto sfiorata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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