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Elettricista si uccide. Il fratello: "La colpa è dello Stato"

 Artigiano si impicca nel garage di casa, il fratello sostiene che è colpa della legge Fornero che gli avrebbe posticipato la pensione al 2025

VIGONZA. Artigiano si toglie la vita nel garage di casa, il fratello sostiene che è colpa della legge Fornero che gli avrebbe posticipato la pensione al 2025. Nella morte di Guglielmo Pantano, 57 anni, elettricista di Barbariga, c’entrerebbe anche la depressione in cui era caduto per vari motivi, non ultimo il fatto che il lavoro scarseggiava. Dal 1993 Pantano era in società con il fratello Silvano, insieme erano titolari della Pantano Elettronica con sede in via Luganega.

Il fratello. «Guglielmo non aveva problemi economici», assicura Silvano Pantano. «Anche se le cose non andavano come negli anni passati, quando avevamo grosse commesse, qualche lavoretto lo avevamo sempre. Il nostro mestiere oggi è come il Pronto soccorso, interventi flash. Ma le prospettive erano più che buone perché avevamo in vista dei lavori importanti».

Una legge nefasta. Silvano Pantano se la prende con la legge Fornero. «Mio fratello aveva i requisiti per andare in pensione», spiega, «l’età ce l’aveva da un po’ perché aveva cominciato a lavorare giovanissimo. Aveva fatto 13 anni da dipendente e si era licenziato, con la liquidazione si è pagato i versamenti per avere i 20 anni garantiti. Ma quando un anno e mezzo fa era andato a verificare, gli hanno detto che i contributi da lavoratore autonomo e i versamenti non vengono considerati. E gli hanno mandato una lettera in cui scrivevano che sarebbe andato in pensione nel 2025. Non l’aveva presa bene, per lui è stata una batosta. Aveva raggiunto il minimo, ma non gliel’hanno conteggiato».

La mazzata finale. A questo stato di cose probabilmente si è aggiunta la crisi del settore. E da lavoratore instancabile quale era, Pantano faticava a starsene a casa con le mani in mano. Ieri notte il gesto estremo, che ha gettato nello sconforto la moglie, il figlio e i fratelli.

Il sindaco. Scosso anche Nunzio Tacchetto. «Lo conoscevo bene perché abitiamo vicino», dice il primo cittadino, il quale però non crede che le cause scatenanti siano state il lavoro o la mancata pensione. «Ogni mattina ci salutavamo. Le mie condoglianze vanno alla moglie, al figlio e a tutti i parenti».

La tragedia. Si è consumata nella notte ed è stata scoperta solamente ieri mattina. Lunedì sera Pantano era rimasto solo in casa per qualche ora. Si è chiuso a chiave in garage, si è stretto un cappio al collo e ha messo in atto il suo terribile proposito. Ieri mattina Silvano Pantano non lo ha visto arrivare. Eppure il fratello era sempre puntuale. Preoccupato, ha telefonato alla cognata; i familiari hanno iniziato a cercarlo per tutto il paese. Dell’elettricista, però, non c’era traccia. «Io e mia cognata, alla fine, lo abbiamo trovato nell’unico posto in cui non ci era venuto in mente di guardare» dice Mario, l’altro fratello.

Niente da fare. Il 57enne era morto quando il medico del Suem è accorso in ambulanza: ha solo potuto constatare il decesso. Nell’abitazione di Pantano sono arrivati i carabinieri di Pionca con il comandante Massimo Andreozzi. Dai primi accertamenti, sembra che l’artigiano non abbia lasciato nessuno scritto e il tragico gesto sia da attribuirsi anche al calo del lavoro. La salma di Guglielmo Pantano è stata subito restituita alla famiglia perché predisponga le esequie. Che verranno celebrate in settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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