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Furti e rapine, arrestati tre nomadi

indagine sui filmati dei colpi commessi l'anno scorso: nella notte i carabinieri li hanno presi e portati in carcere

PADOVA. Tre nomadi in manette per rapine e furti.

Nella notte  i Carabinieri del Comando Provinciale di Padova hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere arrestando tre italiani di etnia sinti responsabili di rapina a mano armata in danno di esercizi pubblici, furti e ricettazione.

Si tratta di Davide Cavazza, di 41 anni, residente Loreggia; Cristian Gabrieli, 37 anni, residente a Castelfranco; Rej Relandini, 27 anni, residente a Vedelago.

 I tre al termine di prolungate e pazienti indagini sono stati ritenuti responsabili di 4 cruente rapine consumate in danno di esercizi commerciali.

Rapine e furti: il video che incastra tre nomadi Furti e rapine: ecco il video che incastra tre nomadi arrestati dai carabinieri.

Il 23 settembre 2015, alle 22.30 circa, a Carmignano di Brenta, in  un bar gestito da  cinesi; il 24 settembre 2015, alle 22,45 circa, a Borgoricco, nella sala giochi Europa; il 1 dicembre 2015, alle 21, a Due Carrare, nell’area di servizio ENI sull’autostrada A 16; il 1 dicembre 2015, alle ore 21, 45, a Camposampiero, in una sala giochi. Proprio da questi ultimi due eventi l’attività investigativa ha avuto una svolta in considerazione che i filmati delle telecamere di sorveglianza facevano intuire chiaramente che gli autori erano gli stessi, sia per come erano vestiti che per come si muovevano.

Nella circostanza indossavano delle tutte bianche usa e getta e usavano la stessa arma, un fucile a canne mozzate. Una accurata attività informativa e prolungati servizi di osservazione consentivano di individuare le auto che il gruppo usava per le rapine, un'Audi bianca, rubata in un concessionario di Castello di Codego  il 20 settembre 2015 e una BMW blu rubata ad un concessionario di Padova il 3 novembre 2015.

Il lavoro di comparazione dei filmati delle rapine consentiva di tirare fuori dei profili degli autori tali che permetteva di ristringere di molto gli ambiti di ricerca, soprattutto vista anche la mole del Gabrieli, che sicuramente non passava inosservata.

Le indagini sono affidate al pm Benedetto Roberti.

I tre al termine delle operazioni di rito sono stati associati presso le casa circondariali di Padova, Venezia e Vicenza.

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