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Capannoni: tornano le vendite Bene la Zip, rallenta la provincia

Gabetti: nei primi sei mesi del 2015 registrate a Padova 16 transazioni contro le quattro del 2014 Confindustria: «Serve il raddoppio dei binari». Ance: «Riqualificazioni possibili solo su grandi spazi»

PADOVA. Crescono del 300% le compravendite di capannoni a uso industriale nel comune di Padova tra primo semestre 2014 e i primi sei mesi del 2015, mentre il dato della provincia fa segnare un meno 28 per cento. Sempre in provincia il 2014 era andato consistentemente meglio del 2013 (+21,2%) quando erano state registrate complessivamente 275 transazioni contro le 227 dell’anno precedente. Sono numeri da montagne russe quelli relativi al segmento produttivo del mercato immobiliare padovano, figli di una crisi che per il comune di Padova ha ridotto le compravendite a circa un terzo rispetto al 2007. «Ragionare in termini percentuali rischia di essere fuorviante quando i numeri assoluti sono molto bassi» spiega Alessandro Zanetti responsabile di filiale Gabetti Agency Spa. «A Padova, negli anni pre-crisi, si vendevano mediamente una quarantina di immobili a uso produttivo superiori ai 1000 mq ogni anno. Nel 2013 se ne sono venduti 10. Nel 2014 le transazioni sono state 14 di cui quattro nei primi sei mesi e nel primo semestre dell’anno scorso già 16. Sono piccoli segnali positivi che ci fanno guardare con maggiore fiducia nel futuro». E se tra 2007 e 2014 le compravendite in provincia di Padova sono scese del 41,5% e in città di ben il 60,9% mentre Pil regionale scendeva di oltre 9 punti percentuali, il 2016 è indicato come possibile anno di svolta per un mercato che vede ancora nella Zip l’area con il più forte appeal in di un territorio che offre ad oggi ben 68 milioni di mq adibiti a zone industriali ed artigianali.

«L’importante ora è saper scegliere» spiega Rodolfo Cetera, vice presidente di Confindustria Padova. «Le aziende chiedono qualità costruttiva, infrastrutture e servizi e la Zip ha le carte in regola per rappresentare in futuro una delle migliori aree di attrazione. Gli investimenti sulle quattro gru a portale dell’Interporto e, speriamo a breve, sul necessario raddoppio della linea ferroviaria che lo collega alla stazione, sono ottimi segnali di vitalità per l’area».

Con 11 milioni di mq, 1,1 dei quali occupati da Interporto, la zona industriale punta ancora una volta a un ruolo centrale in un mercato che vede la diretta concorrenza delle zone industriali di Monselice, Limena e Rubano. Mentre le tante piccole aree disperse nella provincia fanno i conti con una desertificazione cui si aggiungono i costi di riqualificazioni complesse. «Per affrontare riqualificazioni urbanistiche

bisogna dimenticare la logica dei piccoli spazi» spiega Luigi Ometto, presidente dell’Ance di Padova. «Sono operazioni costose e complesse che devono poter trovare una redditività a partire dai valori dei terreni in gioco ma senza le quali è difficile pensare il futuro di molti territori».

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