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Tata, la cagnolina che vive in carrozzina è il simbolo del rifugio di Merlara

Trovata dai volontari agonizzante in mezzo alla strada è rimasta senza due zampe. E' stata curata e ogni giorno fa progressi per vivere anche se in condizioni difficili

MERLARA. E’ impossibile non innamorarsi di Tata.

Ascoltare la sua storia è un’emozione. Vedere i suoi progressi e toccare con mano la sua tenacia sono esperienze che gonfiano il cuore. Già, perché Tata oltre che essere un animale tenerissimo è prima di tutto un esempio.

Tata è un meticcio di cinque anni che da qualche mese è ospite del Rifugio del cane “Val di Maso” di Merlara, e che ne è inevitabilmente diventato un simbolo. A fine estate Tata è stata trovata da una delle volontarie del canile a Saletto, ai bordi di una strada, moribonda. Qualcuno l’aveva appena investita, lasciandola lì agonizzante.

Tata in carrozzina, simbolo del rifugio del cane di Merlara Tata è un meticcio di 5 anni trovata dai volontari del rifugio del cane di Merlara agonizzante in mezzo alla strada. Curata e seza due zampe, vive in carrozzina ed è diventata il simbolo del rifugio padovano.

«Aveva una zampa deforme e un’altra seriamente lesionata» racconta dal rifugio gestito dalla Leudica «Abbiamo dovuto amputare immediatamente la prima zampa. Per due mesi abbiamo tentato in tutti i modi di preservarle l’altro arto, ma per salvarle la vita, alla fine, è stato necessario amputare anche la seconda zampa posteriore».

Tata non si è persa d’animo e neppure i responsabile del canile, che notte e giorno le sono stati vicini educandola a questa nuova dimensione. Tata ha persino imparato a passeggiare e correre solamente sulle due zampe anteriori, come se niente fosse: «La fatica e lo sforzo erano però troppi, per cui le sue uscite non potevano mai durare più di qualche minuto» raccontano dal canile «Per questo le abbiamo fatto progettare un carrellino, fatto su misura, capace di sostenerle il corpo e di aiutarla nei movimenti». Carrellino e rotelline, cappottino invernale e persino un vestito di Babbo Natale: ora Tata è un’attrazione per i visitatori del rifugio. Un’attrazione che sa poco da circo, ovviamente, e che rappresenta più che altro un esempio di vita, capace di insegnare anche agli umani. «Tata non può essere adottata: necessita di continue cure, è incontinente e deve seguire dei ritmi diversi dagli altri animali» raccontano dalla Leudica «Per questo è diventata la nostra mascotte, assieme all’ormai storico Beethoven».

Tata non può essere adottata ma, come tutti gli altri cani, può essere aiutata. Un’offerta, del cibo o delle coperte donate, qualche ora di compagnia agli animali ospiti e soprattutto la disponibilità ad accogliere un pelosone in casa sono manna dal cielo per chi lavora quotidianamente nel canile. A questo proposito tutti i modi per aiutare il” Val di Maso” sono ben spiegati nel sito www.leudica.org.

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