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Lettura libri gender vietata a Padova, c'è un'inchiesta

Iniziativa della Procura dopo gli esposti di Naccarato e Zanonato, del Pd: «Costituzione violata». Per ora fascicolo senza indagati. E il libro della filosofa portato in tour nel Veneto dalla Moretti

PADOVA. Sale negate in Comune a Padova, c’è un’inchiesta aperta in Procura. L’esposto consegnato dall’ex sindaco Flavio Zanonato e dal parlamentare del Pd Alessandro Naccarato sul diniego alla libreria “Pel di Carota” per la lettura di alcuni libri per l’infanzia che affrontavano il tema delle diversità, ha portato il procuratore capo della Repubblica Matteo Stuccilli all’apertura di un cosiddetto “modello 45”, un fascicolo conoscitivo senza al momento alcun indagato. Il procuratore, a breve, deciderà a quale sostituto assegnare. Il “modello 45” riguarda quegli atti che riposano ancora nel “limbo” della non sicura definibilità, ma che postulano una fase di accertamenti preliminari prima di poter eventualmente essere qualificati come reati. Resta da vedere che cosa deciderà il procuratore in merito alla nuova segnalazione, presentata ieri sul caso di Michela Marzano: i due casi potrebbero essere accorpati e valutati insieme. Per ora comunque Bitonci non è indagato.

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«Negando la sala pubblica a chi ne ha diritto al pari degli altri cittadini, il Comune non garantisce la libertà di espressione e viola i principi costituzionali di uguaglianza e di imparzialità dell’amministrazione», spiega Naccarato.

Intanto Michela Marzano potrebbe partire in tour in Veneto, secondo quanto annuncia la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti: «Organizzeremo con lei un vero e proprio giro del Veneto. O vogliamo alzare i muri anche contro la cultura?».

«L’ateneo ha salvato il principio della libertà di espressione. Come padovano sono amareggiato dalla brutta figura – commenta il capogruppo Pd Umberto Zampieri – Come genitore trovo singolare che il sindaco si intrometta: Bitonci lasci liberi i genitori di educare i figli come meglio credono».

«Per secoli il Veneto è stato simbolo di libertà, qui si rifugiavano studiosi e artisti scomodi – sottolinea la senatrice dem Laura Puppato – Gli stessi che ambiscono ad un ritorno della Serenissima, sono primi a tradirne i fondamenti».

Un’interrogazione parlamentare è annunciata anche dalla deputata padovana dei Cinque Stelle Silvia Benedetti: «Questa escalation di omofobia e razzismo che la Lega sta alimentando seminando panico e disinformazione va frenata».

Solidarietà a Michela Marzano è arrivata anche da un esponente del governo, il sottosegretario alle riforme Ivan Scalfarotto: «È l'ultimo incredibile ed ignobile episodio di oscurantismo di stampo totalitario che vede protagonista un’amministrazione leghista». «L’indicizzazione dei libri e l’ostacolo alla loro diffusione è retaggio delle più infami pagine della storia moderna», aggiunge Giuseppe Guerini, a nome dei parlamentari di ReteDem.

Vicinanza al sindaco Bitonci invece dall’assessore regionale Elena Donazzan: «È una persona coerente e dai saldi principi».

«Siamo felici che l’ateneo rimanga uno spazio aperto, vivo e libero al confronto su temi contro quali troppo spesso si scaglia una grottesca crociata ideologica», sottolinea Alessandro Asmundo di Studenti Per - Udu. Mentre Elisabetta Frezza Bortoletto, di «Famiglie domani», chiede al’università di organizzare anche una conferenza sulla «famiglia naturale».

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