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Si è sparato Maurizio Amato, il vigile di Palazzo Moroni 

I carabinieri e il fratello sono andati a cercarlo nella sua casa a Saonara: lo hanno trovato morto in cucina. Prestava abitualmente servizio nella portineria del municipio e sul Liston

PADOVA. Se n’è andato Maurizio Amato, 50 anni appena, uno dei vigili della portineria di Palazzo Moroni. Si è sparato nella cucina di casa con la pistola d’ordinanza: ieri, intorno alle 20.30, il fratello e i carabinieri di Legnaro lo hanno tovato seduto in cucina, sul tavolo un biglietto di poche righe per dare una spiegazione a quel gesto estremo. Per tutta la serata è stato un viavai di colleghi nell’abitazione di Saonara, un appartamento al primo piano di un condominio in via Falcone 9 dove l’agente viveva. Un mesto “pellegrinaggio” per ricordare Maurizio che, forse, cercava di mascherare con il suo carattere un male di vivere destinato a tormentarlo.

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Maurizio Amato, classe 1965, era in servizio nel corpo della Polizia municipale dal 1992. Fin da subito aveva preso servizio nella portineria del Comune: nessuno poteva sfuggire al suo controllo, sempre attento e scrupoloso. Nemmeno chi tentava di fare il furbo fuori dal recinto del Palazzo, magari scorrazzando in bicicletta lungo i marciapiedi del centro storico o nelle vie riservate ai pedoni: Maurizio bloccava gli indisciplinati e richiamava al rispetto delle regole. Era fatto così: preciso e scrupoloso con gli altri, ma anche con se stesso. Nel suo lavoro, che amava moltissimo, era molto professionale tanto che venerdì sera, quando era evidente il suo ritardo, si è preoccupato il collega che avrebbe dovuto condividere il turno notturno con lui. Così ha cominciato a chiamarlo al cellulare e a casa. Nessuna risposta. Quel silenzio è diventato, via via, sempre più inquietante. È allora che si è deciso di allertare il fratello e i carabinieri.

In pochi minuti l’arrivo davanti all’abitazione di Maurizio in via Falcone. Ma nessuno aveva una copia della chiave: solo grazie a una scheda magnetica, i militari sono riusciti ad aprire ugualmente la porta d’ingresso dell’alloggio perché non era stata bloccata con la sicura interna. Nell’appartamento sono entrati il fratello e i militari, mentre un collega della Municipale è rimasto fuori. Immediata la scoperta del tragico epilogo. Ieri sera nella casa di Maurizio Amato è arrivato anche il medico legale per la constatazione del decesso e la Scientifica dell’Arma. E non hanno voluto mancare di rendere omaggio al vigile il comandante della Polizia municipale Antonio Paolocci e l'assessore alla sicurezza Maurizio Saia.

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