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Schianto da paura: «Mettete in sicurezza l’incrocio»

Allarme a Montegrotto dopo lo spaventoso incidente fra due auto. Ignorata una petizione con 400 firme consegnata al Comune

MONTEGROTTO TERME. «Mettete in sicurezza quell’incrocio prima che succeda una tragedia». È il grido d’allarme dei residenti di Montegrotto il giorno dopo il pauroso scontro avvenuto lunedì pomeriggio all’incrocio tra le vie Ottaviana e Claudiana, che ha visto coinvolte due vetture: una Smart e una Renault Modus.

Groviglio di lamiere: paura a Montegrotto

I conducenti (un uomo e una donna) sono stati portati in ospedale per traumi in diverse parti del corpo, ma da come sono conciate le due vetture si può dire che sono salvi per ...

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MONTEGROTTO TERME. «Mettete in sicurezza quell’incrocio prima che succeda una tragedia». È il grido d’allarme dei residenti di Montegrotto il giorno dopo il pauroso scontro avvenuto lunedì pomeriggio all’incrocio tra le vie Ottaviana e Claudiana, che ha visto coinvolte due vetture: una Smart e una Renault Modus.

Groviglio di lamiere: paura a Montegrotto

I conducenti (un uomo e una donna) sono stati portati in ospedale per traumi in diverse parti del corpo, ma da come sono conciate le due vetture si può dire che sono salvi per miracolo. La gente che abita nel quartiere intorno al Largo Traiano racconta che su quel maledetto incrocio succedono mediamente 2/3 incidenti al mese. «Il Comune è al corrente della situazione da parecchio tempo, ma non ha fatto nulla, ha preferito spendere i soldi per le rotatorie dove non servivano», afferma inviperita una signora. «A 100 metri da dove si sono scontrate le due vetture ci sono le scuole medie e nell’orario d’inizio e fine delle lezioni i marciapiedi di via Ottaviana, Claudiana e Capitolina sono pieni di ragazzi. Lunedì pomeriggio quando si è verificato l’incidente per fortuna la zona era deserta, altrimenti sarebbe stato un disastro».

A richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale su quella pericolosissima intersezione, ben prima che il sindaco Massimo Bordin rassegnasse le dimissioni, era stata una petizione supportata da 400 firme. «Quella raccolta firme era destinata anche al consiglio comunale ma è stata fatta sparire nel nulla», commenta Riccardo Mortandello, consigliere comunale di minoranza prima dello scioglimento del parlamentino locale. «Ora confidiamo nell’interessamento del commissario prefettizio Aldo Luciano».