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Prodotti sottopagati acque inquinate e l’embargo russo

Gli agricoltori del Montagnanese elencano i loro guai al viceministro dell’Agricoltura, che porta poco conforto

MERLARA. Mele vendute a 8 centesimi, acque inquinate a minacciare le produzioni Doc e una politica internazionale che ha avuto pesanti ripercussioni anche sull’agricoltura della Bassa Padovana. Sono questi i principali nodi presentati ieri dagli agricoltori montagnanesi al viceministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, che dopo la visita al Vinitaly di Verona è stato accompagnato a Merlara dall’onorevole democratico Giulia Narduolo. Ad accoglierlo, oltre ai sindaci di Urbana ed Este e ad altr ...

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MERLARA. Mele vendute a 8 centesimi, acque inquinate a minacciare le produzioni Doc e una politica internazionale che ha avuto pesanti ripercussioni anche sull’agricoltura della Bassa Padovana. Sono questi i principali nodi presentati ieri dagli agricoltori montagnanesi al viceministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, che dopo la visita al Vinitaly di Verona è stato accompagnato a Merlara dall’onorevole democratico Giulia Narduolo. Ad accoglierlo, oltre ai sindaci di Urbana ed Este e ad altri amministratori del territorio, c’erano una settantina di imprenditori agricoli e alcuni rappresentanti di associazioni di categoria e dell’ente consortile. «Il settore ortofrutticolo del Montagnanese ha subìto pesantamente l’embargo russo, visto che quello era un mercato che attingeva molto alle nostre produzioni», è una delle denunce espresse durante l’incontro. E ancora: «Oggi ci troviamo a vendere mele a 8 centesimi al chilo e a spenderne 32 per produrle: non abbiamo tempo per attendere i vostri provvedimenti, con questi prezzi stiamo morendo uno ad uno».

C’è chi poi ha segnalato il problema dell’inquinamento: «A che serve sbandierare una produzione Doc come il vino di Merlara, se poi i fiumi e i canali attorno, anche quelli a quota campagna, sono sempre più inquinati? È questo il concetto di biologico?». Al viceministro è stata poi denunciata l’eccessiva sottrazione di terreni agricoli per produrre biomasse e sono stati chiesti maggiori controlli per i prodotti importati, qualitativamente peggiori rispetto a quelli italiani. «L’embargo russo ha fatto sballare i mercati europei e la situazione non si risolverà certamente a breve. Anzi, la Russia sta avviando quelle produzioni che prima arrivavano proprio tramite export» è la risposta di Olivero «Dobbiamo cercare nuovi mercati: penso al Canada, al Brasile, alla Cina. È tuttavia necessario rivoluzionare la logistica, l’elemento che più penalizza le nostre aziende. Per farlo, occorre che i piccoli produttori si consorzino». Il viceministro ha inoltre promesso ulteriori riduzioni degli iter burocratici, un alleggerimento (numerico e non qualitativo) dei controlli e una lotta al dilagare degli impianti a biomasse, per preservare i terreni agricoli.

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