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Il sindaco Claudio dice sì ad Aquas Abano: «Garantirà lavoro»

«Il progetto del parco acquatico Aquas Abano, ai piedi del colle di San Daniele, piace e ha l’appoggio di questa Amministrazione», dice il sindaco

ABANO TERME. «Il progetto del parco acquatico Aquas Abano, ai piedi del colle di San Daniele, piace e ha l’appoggio di questa Amministrazione». Il sindaco di Abano Luca Claudio esce allo scoperto sul progetto della famiglia Scappini, che vorrebbe realizzare un parco acquatico da 17 mila metri quadri in zona San Daniele. «Il progetto riveste una grande importanza per il nostro territorio», spiega Luca Claudio «non solo perché lo rende più appetibile ai cittadini e ai turisti, ma anche perché crea posti di lavoro,durante la costruzione, ma anche dopo.

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Si stima che la gestione del complesso richieda almeno una trentina di dipendenti. Altro aspetto da sottolineare è il fatto che l’imprenditoria locale abbia deciso di investire nel proprio territorio». «Dispiace che le categorie economiche non abbiano capito il valore del progetto», aggiunge il sindaco «Alcune sostengono che sia da preferire il recupero delle strutture abbandonate in modo da non mettere in difficoltà quelle già esistenti: una stupidaggine questa. Certo il recupero delle strutture abbandonate è di primaria importanza e già da tempo ci stiamo attivando per trovare delle soluzioni, ma affermare che la realizzazione di nuovi progetti possa interferire negativamente con le attività esistenti è scorretto e insensato. Che poi le critiche giungano anche dal presidente dell’Assoalbergatori Boaretto è sconcertante. Lui che è stato il primo a investire sul territorio realizzando un’opera di impatto così forte come la profonda piscina Y-40. Non capisco perché Boaretto si senta quindi autorizzato a fare ciò che vuole, mentre gli altri non possono proporre progetti, tra l’altro sulla loro proprietà. Credo che un privato che decida realizzare un’opera a casa propria sia libero di farlo senza che nessuno ci metta bocca, ovviamente nel rispetto delle norme vigenti. L’intervento di Boaretto è inadeguato, perché, in qualità di rappresentante della categoria degli albergatori, dovrebbe essere egli stesso promotore di iniziative di sviluppo. Dal punto di vista architettonico, è giusto poi pensare a qualcosa di innovativo. Il parco acquatico andrebbe a sorgere in un’area piena di capannoni e quindi la riqualificherebbe. Tutto ciò comunque nel rispetto delle normative e dopo opportune indagini nel sottosuolo coinvolgendo, oltre al privato, anche la Soprintendenza, al fine di mitigare l’impatto ambientale». 

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