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«Noi commercianti siamo sotto assedio»

BRUSEGANA. I commercianti del rione Santo Stefano, a Brusegana, hanno paura per la loro incolumità. Si sentono abbandonati dalle istituzioni: «Abbiamo scritto al sindaco Massimo Bitonci e all'assesso...

BRUSEGANA. I commercianti del rione Santo Stefano, a Brusegana, hanno paura per la loro incolumità. Si sentono abbandonati dalle istituzioni: «Abbiamo scritto al sindaco Massimo Bitonci e all'assessore all'Arredo urbano, Fabrizio Boron», attaccano, «dopo l'ennesimo furto ai danni della farmacia comunale di via Newton. Ci avevano assicurato un rapido e immediato interessamento, coinvolgendo anche l'assessore alla sicurezza Maurizio Saia. Invece non è cambiato nulla. Mentre la situazione nel ...

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BRUSEGANA. I commercianti del rione Santo Stefano, a Brusegana, hanno paura per la loro incolumità. Si sentono abbandonati dalle istituzioni: «Abbiamo scritto al sindaco Massimo Bitonci e all'assessore all'Arredo urbano, Fabrizio Boron», attaccano, «dopo l'ennesimo furto ai danni della farmacia comunale di via Newton. Ci avevano assicurato un rapido e immediato interessamento, coinvolgendo anche l'assessore alla sicurezza Maurizio Saia. Invece non è cambiato nulla. Mentre la situazione nel quartiere continua a peggiorare». Le segnalazioni dei negozianti, esasperati da piccoli fenomeni di microcriminalità, sono quasi quotidiane. «Alcuni colleghi sono stati obbligati addirittura ad aprire la cassa per far vedere ai malintenzionati che non c'erano contanti», riferisce Orietta Cappellato, referente per l'Ascom dei commercianti della zona. «Le donne si sentono in pericolo, tanto le lavoratrici che le titolari di negozi perché possono essere facili vittime di questa situazione». I commercianti hanno già raccolto, nel report presentato all'amministrazione, le ragioni dell'insicurezza: una volta calato il sole scatta la paura, per un andirivieni sospetto; per la scarsa illuminazione serale, che non rassicura chi cammina sui marciapiedi; per l'escalation di furti.

Cappellato ripete il suo appello: «Non so più da quanto tempo stiamo chiedendo urgenti interventi», protesta, «a cominciare dal rifacimento alla rete di illuminazione stradale, che risale agli anni ’50, con pochi punti luce e lampade spesso bruciate: è inadeguata, soprattutto in questi mesi invernali, e ha messo a dura prova la sicurezza del quartiere e l’incolumità dei suoi abitanti e dei negozianti che hanno le loro attività in affaccio sulla strada. Abbiamo chiesto, per iscritto, al Comune risposte e non chiacchiere, ci aspettavamo già da tempo almeno un potenziamento dell'illuminazione, fosse anche temporaneo, prima d'intervenire stabilmente con un cantiere vero e proprio, ma ci vediamo ancora al buio e temiamo succeda veramente qualcosa di grave».

Elvira Scigliano