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Bitonci: "Mai più moschee a Padova". Blitz nei locali islamici, sequestrati manifesti

Il sindaco di Padova ha iniziato la sua campagna contro l'Islam dopo la strage nella capitale francese. L'assessore Buffoni fa requisire le immagini che ritraggono donne velate

PADOVA. "Mai più moschee a Padova". Il sindaco Massimo Bitonci ha iniziato a sferrare la sua campagna contro l'Islam dopo la strage degli jihadisti a Parigi. "Non sarà concesso alcun locale per il culto islamico nella città", ha dichiarato stamattina. Contemporaneamente, l'assessore Marina Buffoni inviava la polizia municipale in alcuni luoghi di ritrovo di musulmani, facendo requisire manifesti e immagini raffiguranti donne in burqa o similari.

Il sindaco ha anche esposto un tricolore francese al balcone del suo ufficio a palazzo Moroni, listato a lutto, in segno di solidarietà con il popolo transalpino.

Poi ha invitato per lettera il console di Francia di Milano a venire a Padova, venerdì 9 o quando potrà, per un incontro in cui il sindaco e i capigruppo possano esprimere tutto il loro cordoglio alla nazione transalpina ferita.

Per quanto riguarda l'iniziativa della Buffoni, durante una ricognizione delle sale di Casa Leonardo in via dei Colli 108, l'assessore ha fatto rimuovere un manifesto che si trovava all’interno di una stanza comunale utilizzata anche da un’associazione magrebina. Secondo quanto riferisce l'assessore "il manifesto riproduce una donna completamente coperta da un burqa. Le si vedono solo gli occhi. Non è accettabile che un’associazione esponga immagini con un contenuto equivoco, in spregio dei principi di vera integrazione, soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile. La vera integrazione passa non solo per il rispetto della legge italiana, ma anche per gli usi e costumi della nostra tradizione. Il burqa è un simbolo di asservimento e di sottomissione della donna e non sarà mai il benvenuto nella Città di Padova”.

In realtà l'immagine della donna velata è quella di un "niqab", che spesso viene erroneamente confuso con un burqa. Il velo copre comunque l'intero volto della donna, lasciando scoperti gli occhi.

“Presenterò una mozione in Consiglio Comunale – interviene Elisabetta Beggio, consigliere della lista Bitonci sindaco – perché sia vietata, nelle sale pubbliche, l'esposizione di simboli o di immagini che offendono la donna, la sua libertà, la sua indipendenza, il suo corpo. Chiedo a tutti i colleghi, soprattutto alle donne, di condividere questo proposito. La nostra Città e il nostro Paese non possono tollerare chi non rispetta le donne”.

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