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Enoch Soranzo eletto presidente della Provincia di Padova

Gli amministratori rispondono al richiamo delle urne: ha votato l’87%. Il sindaco di Selvazzano batte il rivale Barison. I 16 eletti in consiglio provinciale: Bui re delle preferenze

PADOVA. E' Enoch Soranzo il nuovo presidente della Provincia di Padova. Il sindaco di Selvazzano, sostenuto da un'ampia coalizione che riuniva Pd e parte del centrodestra, ha battuto il rivale Barison, raccogliendo il 55% dei consensi degli amministratori che hanno partecipato al voto. 

Hanno votato in 1.181 su 1.355 aventi diritto, l’87,16%. Alle 11 si era già espresso il 41,77%, schizzato al 71,22% (965) alle 17.

Gli eletti in Consiglio provinciale. Ecco i 16 eletti nel nuovo consiglio provinciale. Dieci i seggi conquistati dalla lista "Padova provincia civica" che faceva riferimento a Enoch Soranzo (Pd, Forza Italia, Ncd della Degani, Lega tosiana): Fabio Bui (6.544 voti), Massimo Campagnolo (5.073), Gianni Berno (4.181), Elisa Venturini (4.143), Nunzio Tacchetto (3.926), Vincenzo Gottardo (3.798), Silvia Mizzon (3.325), Luigi Alessandro Bisato (3.176), Davide Gianella (2.776), Angela Temporin (2.437). Tre gli eletti per la lista "Padova provincia di tutti", che faceva riferimento alla Lega Nord di Bitonci: Andrea Recaldin (3.795), Mauro Fecchio (3.181), Mariella Mazzetto (2.828). Tre anche per la lista "Barison per la Provincia": Manuel Bianzale (3.506), Anna Lazzarin (2.390), Domenico Zanon (1.993).

I “cittadini”. «C’è un po’ di curiosità» commenta Manuel Bianzale capogruppo di Fi in Consiglio comunale in attesa del suo turno «mi sembra che gli amministratori siano stimolati dall’idea di vedere un ente più vicino al territorio. Il presidente sarà chiamato a un lavoro volontaristico, un ritorno alla vera essenza della politica». A due passi, in attesa anche Gianni Berno: «Abbiamo fatto molti incontri sul territorio per aiutare un meccanismo poco sentito - sostiene il consigliere del Pd, in lista con Soranzo - l’idea è di dare vita a un ente sobrio, una casa dei Comuni con consorzi in grado di garantire servizi di qualità. Siamo chiamati a gestire una fase di transizione importante, in cui un gran peso avrà la decisione sulla gestione delle deleghe». Poco discosta, la truppa dei bitonciani fa capannello: Alain Luciani, Riccardo Russo, Davide Meneghini, Elisabetta Beggio e Francesco Fama: «Questa affluenza è un bel segnale» commenta il capogruppo della lista Bitonci sindaco, Luciani «oggi l’abolizione delle Province è altamente popolare ma poco utile, ecco perché per noi avrebbe avuto più senso mantenerle com’erano».

Dalla provincia. Gli amministratori del territorio arrivano per lo più in gruppo, in qualche caso stipati nella stessa macchina, tra sorrisi ottimistici e qualche perplessità. Sara Gaiani, Emanuela Carraro e Nicola Boschello sono di Villanova, 6 mila abitanti: «Noi amministratori dei piccoli Comuni siamo abituati a vivere nell’incertezza - dicono - ma speriamo cambi qualcosa, il momento è difficile». Più ottimista Elisa Venturini, sindaco di Casalserugo: «La partecipazione cui assistiamo oggi è un bel segnale - sostiene - significa che la gente ci crede. È lo spirito veneto che interpreta il territorio, gente che si rimbocca le maniche per aiutare i Comuni». La speranza che il nuovo ente sia in grado di amplificare la voce dei “piccoli” è il sottile filo rosso che unisce molti dei presenti: «Mi auguro che la nuova Provincia sia più vicina al territorio, adesso come non mai saranno in prima linea gli amministratori che conoscono i problemi quotidiani» dice Paola Greggio, presidente del Consiglio comunale di Montegrotto, nonché moglie del consigliere regionale Stefano Peraro. Quest’ultimo spiega: «Nell’ultimo mese c’è stata un’assenza totale di indirizzi: la Provincia deve poter svolgere la sua funzione di coordinamento del territorio e mettere in pista le risorse necessarie». Arrivano insieme i sindaci di Tribano, Montagnana e Veggiano, compagni di battaglia amministrativa: «La Provincia può ancora svolgere un ruolo importante in fatto di urbanistica e trasporti, oltre ad aiutare i Comuni a mettere insieme funzioni e risorse» sostengono Piergiovanni Argenton, Loredana

Borghesan e Anna Lazzarin «l’ente dovrà avere un ruolo centrale per trovare risorse europee e realizzare uno sportello gratuito per veicolare lo sviluppo. Speriamo che lavori per tutti e speriamo nel buonsenso degli amministratori: con il voto ponderato, infatti, la città impera».

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