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Cella troppo piccola, detenuto risarcito a Padova e sconto sulla pena

Prima applicazione in Italia del decreto imposto dall’Unione europea contro la “detenzione inumana”: non aveva i tre metri minimi di spazio, riceverà anche 4.800 euro. Bitonci: "Danno la buonuscita a un criminale"

PADOVA. Detenuto padovano risarcito con 4.808 euro: è la prima applicazione in Italia del nuovo decreto che colpisce la “detenzione inumana” così come imposto dalle normative europee. Ne dà notizia il Corriere della Sera. Il detenuto era rimasto in carcere per 600 giorni in condizioni di sovraffollamento ritenuto eccessivo: il minimo, secondo la nuova legge, sono tre metri quadrati di spazio per ogni carcerato. Oltre al risarcimento, il detenuto riceve lo sconto di dieci giorni di pena sui 100 che gli restavano da scontare.

Si tratta di un detenuto albanese che era stato condannato alla pena della reclusione di sei anni per associazione a delinquere, prostituzione minorile, violenza privata e falsa testinonianza: in pratica, era stato giudicato coplevole di sfruttamento della prostituzione minorile.

Sulla notizia del risarcimento al detenuto padovano fa polemica il sindaco di Padova Massimo Bitonci, che chiede al ministro della giustizia Andrea Orlando di spiegare perchè, «con le loro tasse i cittadini debbano pagare la buonuscita di un criminale». «Una condanna a 6 anni per associazione a delinquere, prostituzione minorile, violenza privata e falsa testimonianza - continua Bitonci - frutterà a un albanese, recluso nel carcere della nostra città e già rimesso in libertà, 4808 euro. Così ha deciso un giudice, applicando la norma sul decreto compensativo votata dal Governo Renzi. Il motivo? La cella in cui era ospitato sarebbe stata troppo piccola di 15 cm: 2 metri e 85 centimetri quadrati invece di 3 metri", attacca Bitonci. "Orlando venga a Padova e spieghi perchè i veneti devono pagare con le proprie tasse, oltre agli sprechi di Roma, anche la buonuscita di un criminale, mentre le giovani

vittime delle sue azioni porteranno per tutta le vita il peso delle violenze subite, senza ricevere neanche un euro. Il Ministro blocchi il risarcimento: se non fosse irrisoria rispetto al danno subito, quella cifra dovrebbe essere donata alle vittime e non certo al carnefice", conclude.

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