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Botte e insulti omofobi a un giovane gay sul cavalcavia della Fiera

È successo giovedì notte, il ragazzo era appena uscito dal Pride Village e stava tornando a casa: «Due ragazzi stranieri mi hanno chiesto soldi. Poi mi hanno tirato un calcio sul viso urlandomi insulti omofobi»

PADOVA. L’hanno lasciato a terra in una pozza di sangue, in piena notte, dopo averlo brutalmente aggredito, e se ne sono andati gridandogli «frocio di m...finocchio schifoso». Lui è riuscito a riprendersi e a chiamare l’ambulanza. Il risultato: naso rotto, 3 punti di sutura e 20 giorni di prognosi. Ha dell’incredibile la vicenda capitata giovedì notte all’esterno del Pride Village. Vittima un giovane di 29 anni originario di Firenze, ma che da febbraio abita a Padova.

«Sono uscito dal Pride Village attorno alle 2, al termine della serata e mi sono fermato davanti all’entrata a parlare con un amico. A un certo punto si sono avvicinati due ragazzi sui 25 anni. Volevano partecipare alla conversazione, ma siccome mi sembrava che avessero bevuto gli abbiamo gentilmente detto che preferivamo continuare a parlare tra noi e così questi si sono allontanati», racconta ancora scosso Giorgio Leto. Il tempo di una sigaretta e anche il ventinovenne dopo qualche minuto si è avviato verso casa, percorrendo a piedi il ponte che conduce all’Arcella, dove abita.

«All’inizio del ponte ho rivisto i due ragazzi che si erano avvicinati, credevo fossero italiani e gli ho detto: “Scusate per prima ma io e il mio amico stavamo chiacchierando”. Uno dei due mi ha risposto brutalmente che non accettava scuse. “Vogliamo i soldi” hanno aggiunto. Ho detto che non ne avevo e a quel punto ho continuato a camminare. Verso la fine del ponte ha iniziato a vibrare il cellulare che avevo in tasca. Ho abbassato la testa per prenderlo e rispondere. Neanche il tempo di rialzarla che dalle spalle mi è arrivato un calcio volante in pieno viso», continua Giorgio Leto, che dice di non aver mai visto prima di giovedì notte i due individui.

«Sono caduto a terra, ero pieno di sangue e non capivo la gravità della situazione. I due, che sentendoli parlare sono sicuro fossero dell’Est, sono fuggiti correndo a piedi e gridando insulti sulla questione della mia omosessualità». Nonostante lo spavento il giovane è riuscito a chiamare il 118 che è arrivato insieme ad una volante della polizia. «Ero molto agitato, vedevo sangue dappertutto e sono svenuto». Giorgio Leto, che è uscito dal pronto soccorso solo ieri mattina alle 8.30, non appena si sarà ripreso andrà a sporgere

denuncia in questura. «Non possono passarla liscia. È stato un episodio troppo grave», dice il ventinovenne, che poi si lamenta della sicurezza nella città che da qualche mese lo ospita. «Prima di arrivare qua non credevo Padova fosse una città così pericolosa, mi sono dovuto ricredere».

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