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Galan è all’ospedale. Il difensore: «Rinvio del voto alla Camera»

Sabato notte ricovero d’urgenza in Cardiologia a Este: «Ha diritto di difendersi, ma dovrà stare a letto 45 giorni. Vuole essere presente al voto a Montecitorio»

PADOVA. Inchiesta dello scandalo Mose: Giancarlo Galan da sabato notte è ricoverato all’ospedale di Este, le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate e la moglie Sandra Persegato lo ha portato al pronto soccorso più vicino. Este dista meno di cinque chilometri da villa Rodella a Cinto Euganeo: si percorrono in 10 minuti d’auto. Con la gamba ingessata, il deputato è stato visitato dai medici che ne hanno disposto il ricovero d’urgenza nella cardiologia, servizio unità coronarica, diretta dal dottor Giuseppe Scattolin. Top secret sul referto, ma gli scompensi della pressione arteriosa hanno messo a dura prova il cuore dell’ex governatore del Veneto, che soffre già di diabete curato con cicli di iniezioni.

La notizia viene confermata dagli avvocati del deputato di Forza Italia, che proprio oggi decideranno se depositare o meno nell’ufficio del Gip di Venezia Alberto Scaramuzza l’istanza di conversione della custodia cautelare negli arresti domiciliari. «Valuteremo le reali condizioni di salute di Giancarlo Galan sulla base del referto medico emesso in mattinata, prima di presentarci dal Gip Scaramuzza», dice l’avvocato Antonio Franchini. «La frattura del perone e della tibia ha provocato una vasta trombosi venosa che ha creato importanti scompensi cardiaci. Un fatto è fin troppo evidente: Galan non è nelle condizioni di essere presente domani a Montecitorio, quando inizierà il dibattito per l’autorizzazione alla richiesta d’arresto presentata dal Gip. E quindi penso che la Camera dovrà decidere il rinvio del voto. Non si possono calpestare i più elementari diritti costituzionali: il deputato ha il diritto di esporre in Aula la sua difesa perché i colleghi votino secondo coscienza. Per 45 giorni Galan dovrà stare immobile a letto con la gamba ingessata: mi auguro che se ne tenga conto», conclude l’avvocato Franchini.

Sembra quindi cambiare lo scenario disegnato dalla difesa: l’obiettivo prioritario è rinviare il voto di Montecitorio, in programma domani, dopo il via libera all’arresto deciso con 16 sì e 3 contrari dalla Giunta delle autorizzazioni a procedere. Il deputato di Fi, dopo aver depositato tre articolate memorie ai 21 «commissari» in cui ribatte alle accuse della magistratura, intende inviare ai 630 deputati anche un estratto della sua autodifesa per poi esporla in Aula domani prima del voto che si annuncia segreto. Niente da fare: i medici gli hanno prescritto riposo assoluto per non «stressare» il cuore. «È evidente che cambia tutto lo scenario» aggiunge l’avvocato Niccolò Ghedini, «ci troviamo di fronte a due ricoveri d’urgenza in tre giorni».

Ma se la Camera non dovesse accordare il rinvio del voto previsto per domani verso le 20, quali scenari si aprono? Con il sì alla richiesta d’arresto, come sembra probabile vista la larga maggioranza di Pd-M5S-Lega-Scelta civica, Sel e Gruppo per l’Italia, per Galan potrebbe scattare la misura cautelare nell’ospedale d Este dov’è ora ricoverato. O in alternativa, verificate

le sue condizioni di salute, il trasferimento nel carcere di Parma o Milano, gli unici in Italia ad avere una struttura ospedaliera attrezzata. Uno scenario simile a quello di Marcello Dell’Utri, che i difensori di Galan si augurano di non dover mai affrontare.

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