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Nuova crociata di Bitonci: «Crocifisso obbligatorio in scuole e locali pubblici»

La nuova crociata del sindaco leghista dopo la polemica sul Ramadan nelle palestre comunali: «Un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca»

PADOVA. Annuncia una nuova crociata il sindaco Massimo Bitonci, dopo la polemica sul Ramadan nelle palestre comunali. Lo fa tramite i social network, in cui ha postato un messaggio inequivocabile: «Ora in tutti gli edifici e scuole un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca». Una decisione, già annunciata in campagna elettorale, che non mancherà di far discutere, in particolare sul principio di laicità dello Stato.

Bitonci si era impegnato attivamente per il crocifisso nel 2009, durante la polemica ad Abano Terme per il crocifisso tolto dalle scuole dopo la richiesta della famiglia Albertin. La Lega aveva reagito con diversi sit-in in cui distribuiva diversi crocefissi alla gente.

 

Ecco il post di Bitonci nel suo profilo pubblico su Facebook.

La famiglia anti-crocifisso: "Non è il sindaco di tutti". «Ha detto di essere sindaco di tutti ma già con questo gesto dimostra di non esserlo». Massimo Albertin, l'uomo di Abano Terme che con la moglie Soile Tuuliki avviò nel 2002 la battaglia contro il crocifisso nella scuola frequentata dalle figlie, commenta così la "crociata" di Massimo Bitonci per l'esposizione obbligatoria del simbolo della cristianità nei luoghi pubblici a
Padova. «È diventato sindaco ma è rimasto parlamentare, godendo dell'immunità - rileva Albertin riferendosi al ruolo di senatore di Bitonci - Quindi si è reso inattaccabile, ma ha anche dato un grande esempio di "non senso" civico e di occupazione impropria di spazi istituzionali».

«Nel 2009 quando era sindaco di Cittadella - ricorda Albertin - aveva messo dei manifesti con le foto di me e mia moglie e la scritta "wanted", aggredendoci per le nostre idee e dandoci apertamente a voce dei delinquenti». «Sia quella volta come in quest'ultimo atto - aggiunge Albertin - abbiamo dovuto subire e non abbiamo potuto fare nulla, perché Bitonci si è nascosto dietro all'immunità parlamentare. Agire anche ora contro questo "sindaco di tutti" privo del senso civico nel ruolo che ricopre, è quindi impossibile».

Gianni Berno (Pd): "Volontà programmata di un clima da stadio". "Ho chiesto ed ottenuto un emedamento simbolico al programma del sindaco Bitonci che ha eliminato la definizione di "francescana" per la sua giunta. L'utilizzo di citazioni così impegnative in un contesto amministrativo risulta poco opportuno e persino offensivo verso modelli di riferimento che ispirano il mondo intero; così come la strumentalizzazione del crocifisso annunciata oggi dal sindaco (unitamente al no a luoghi di preghiera x altre religioni in strutture comunali) rappresenta uno stile di difesa dei valori cristiani chiusa, formale, arroccata, divergente da una visione che pone al centro la persona senza alcuna discriminazione; una linea che a mio modesto parere va nella direzione opposta allo stile incarnato dalla Chiesa ispirata da Papa Francesco", è il commento del consigliere comunale del Pd Gianni Berno.

"Capisco molto bene che questo approccio già sperimentato in passato applicato a livello politico (di un sindaco non vera espressione di una civica ma della lega dura e pura di stampo bossiano cammuffata da civica) crei il "consenso della curva" e parli molto alla pancia di molti dei padovani che l'hanno votato; ma questo in una città come Padova ci porterà via via nella china di una visione paesana, altro che di città europea. Il sindaco ha giurato fedeltà alla Costituzione il giorno del suo insediamento, è bene che ricordi bene questo passaggio per le scelte presenti e future".

Massimo Bettin (Pd): "Non ci faremo trascinare in polemica sterile". "Spero Bitonci non pensi davvero che ci faremo trascinare in una polemica divisiva, manichea e sgradevolissima sul crocifisso, non ci riuscirà. Le identità non vanno ostentate, strumentalizzate ma rispettate e soprattutto vissute. Guardi bene all'alto messaggio che

trasmette nel profondo quello che oggi sembra voler sbandierare solo come un banale simbolo o una bandierina, potrà trarne tanti insegnamenti su come condurre una comunità complessa in maniera inclusiva e saggia", è il commento del segretario provinciale del Pd Massimo Bettin.

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