Menu

Una dimora per anziani nella mega villa di Galan

La proposta dell’Anteas di Selvazzano nel caso in cui l’abitazione fosse confiscata. «Lo scandalo Mose ha provocato indignazione dopo i continui tagli alla sanità»

SELVAZZANO. Una casa famiglia per una trentina di anziani soli e in difficoltà economiche nella villa di Giancarlo Galan, lungo il canale Bisatto, a Cinto Euganeo, qualora venisse confiscata a seguito dello scandalo Mose. A chiedere con forza che la trecentesca dimora sugli Euganei dell’ex ministro ed ex governatore del Veneto venga restituita alla comunità per fini umanitari è l’Associazione di promozione sociale di Selvazzano, affiliata all’Anteas, che ieri ha spiegato le motivazioni della richiesta. «Le notizie sul maxi scandalo del Mose hanno provocato indignazione e rabbia nei nostri anziani che, a causa dei tagli alla sanità, non riescono più a curarsi e a trovare un posto nelle case di riposo», esordisce il presidente dell’Aps selvazzanese Francesco Baldin «Mentre la gente s'impoveriva questi personaggi si arricchivano con i denari dei cittadini. Non vogliamo che scandali del genere si ripetano. Chi commette reati deve andare in carcere e i beni devono passare allo Stato. Vogliamo fare una proposta seria e mettere le mani avanti affinché Villa Rodella, qualora passi dal sequestro alla confisca, non torni sul mercato magari ad arricchire chi non ne ha bisogno. Bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia a costituirsi parte civile sulla vicenda Mose».

Alla conferenza stampa di ieri, al centro civico Fabio Presca di Selvazzano, hanno partecipato anche il coordinatore provinciale di Padova, nonché vicepresidente nazionale dell’Anteas, Amerigo Lissandron, e una decina di anziani. «Siamo indignati per quello che è successo con il Mose, vogliano che il maltolto venga restituito al popolo», hanno affermato a gran voce i volontari dell’Aps di Selvazzano che ogni giorno effettuano il servizio di trasporto di persone sole che hanno necessità di visite specialistiche e sedute di riabilitazione. «La crisi ha frantumato la famiglia, gli anziani sono sempre più soli e l’isolamento favorisce le malattie degenerative, la politica pensa solo ai tagli e il problema non viene affrontato da nessuno», ha aggiunto il coordinatore dell’Anteas Padova, Amerigo Lissandron «Anteas si candida alla gestione della dimora di Galan, una volta che sarà concluso l’iter della magistratura, perché costituisce un’opportunità aggregativa per i nostri anziani. Su questo progetto ci devono dare una mano anche i Comuni. Se verrà riconosciuto che l’ex ministro ha commesso un torto ai cittadini

è giusto che quel torto venga restituito a chi l’ha subito».

Uno degli anziani presenti ha aggiunto: «Vivo con 500 euro al mese in una casa fatiscente, prima di morire vorrei provare l’emozione di godermi il panorama dei colli da una dimora lussuosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro