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«Due mesi per una carrozzina» La denuncia della madre

Un’odissea durata quasi due mesi. Tanto ci è voluto perché Paola Contiero, mamma del piccolo Alessandro Sacchetto, ottenesse l’autorizzazione per ricevere una carrozzina superleggera elettrificata...

Un’odissea durata quasi due mesi. Tanto ci è voluto perché Paola Contiero, mamma del piccolo Alessandro Sacchetto, ottenesse l’autorizzazione per ricevere una carrozzina superleggera elettrificata per il figlio disabile. La richiesta, firmata dalla fisiatra che lo conosce da sempre, è rimasta bloccata all’Ufficio protesi e ausili dell’Usl 17 per più di 50 giorni anche se la legge stabilisce a 30 giorni il limite massimo per la risposta. «Non accetto che sia sempre tutto una questione di sold ...

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Un’odissea durata quasi due mesi. Tanto ci è voluto perché Paola Contiero, mamma del piccolo Alessandro Sacchetto, ottenesse l’autorizzazione per ricevere una carrozzina superleggera elettrificata per il figlio disabile. La richiesta, firmata dalla fisiatra che lo conosce da sempre, è rimasta bloccata all’Ufficio protesi e ausili dell’Usl 17 per più di 50 giorni anche se la legge stabilisce a 30 giorni il limite massimo per la risposta. «Non accetto che sia sempre tutto una questione di soldi. Il tempo sprecato è prezioso per il benessere di Alessandro e per la dignità con cui vive la sofferenza da ormai 15 anni. Burocrazia e disabilità non vanno d’accordo», denuncia la madre. Alessandro, il quindicenne di Solesino nato sano è stato colpito in tenera età da meningite da Listerya Monocytogenes con esiti progressivi e invalidanti. Il paziente dell’Hospice Pediatrico di Padova e mascotte della Città della Speranza, noto in città anche per aver partecipato alla maratona 24 for children, sta crescendo e fatica a stare comodo nella vecchia carrozzina pesante e poco agevole per gli spostamenti. «È una storia che fortunatamente volge al meglio per Alessandro. Ho dovuto sollecitare personalmente i funzionari attraverso telefonate, lettere e incontri. Non è giusto, abbiamo aspettato troppo e si sa che per chi soffre il tempo ha un valore inestimabile», lamenta la mamma Paola. Per ottenere la carrozzina la famiglia ha seguito il normale iter: prima si è fatta prescrivere il dispositivo medico, poi è stato redatto il preventivo presso un fornitore sanitario e infine la documentazione è stata inviata all’Ufficio protesi e ausili dell’Usl di Monselice. L’Ufficio ha il compito di dare il via libera per l’acquisto dell’ausilio. «L’ausilio è stato correttamente prescritto e, nonostante questo, la richiesta è stata bloccata. Inizialmente mi è stato detto che una carrozzina elettrica superleggera sarebbe stata superflua per Alessandro che non vive in montagna. Non c’è errore più grande. Mio figlio conduce una vita serena fatta eccezione per le difficoltà di movimento», specifica Paola. La nuova carrozzina permetterà ad Alessandro di spostarsi in autonomia essendo più facile da condurre. «Essere ostacolati dalla burocrazia crea ulteriori problemi a noi e ai nostri figli. Ringrazio il direttore generale dell’ospedale di Monselice Giovanni Pavesi che ha preso in mano la situazione, certa che abbia effettuato tutte le verifiche mettendo al primo posto il bene di Alessandro», conclude la madre». (e.f.)