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L’Unione a quattro ha più pro che contro I Comuni ci pensano

Granze, Stanghella, Sant’Elena e Solesino verso il sì Lo studio di fattibilità consegnato a giunte e consigli

SOLESINO. Erano partiti quasi in trenta, oggi si ritrovano in quattro. Granze, Sant’Elena, Solesino e Stanghella hanno fatto il primo passo verso una Unione di Comuni, non senza strizzare l’occhio anche ad una possibile fusione. Ieri mattina è stato presentato lo studio di fattibilità per valutare pro e contro di una Unione tra questi quattro Comuni. Il documento, che è stato redatto dal segretario generale comunale di Sant’Elena Maurizio Lucca (quindi quasi a costo zero), è il primo atto fo ...

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SOLESINO. Erano partiti quasi in trenta, oggi si ritrovano in quattro. Granze, Sant’Elena, Solesino e Stanghella hanno fatto il primo passo verso una Unione di Comuni, non senza strizzare l’occhio anche ad una possibile fusione. Ieri mattina è stato presentato lo studio di fattibilità per valutare pro e contro di una Unione tra questi quattro Comuni. Il documento, che è stato redatto dal segretario generale comunale di Sant’Elena Maurizio Lucca (quindi quasi a costo zero), è il primo atto formale di un iter che adesso dovrà passare attraverso giunte e consigli comunali. La nuova Unione avrà 16.106 abitanti e 50,33 kmq, «ma soprattutto garantirà una razionalizzazione delle risorse umane degli enti e una maggior qualità dei servizi», spiega il sindaco di Sant’Elena Emanuele Barbetta. Standard ministeriali vorrebbero un dipendente comunale ogni 122 abitanti: in questi quattro Comuni la media è di 1/280, con picchi clamorosi come a Sant’Elena (1/347) e Granze (1/337). In tutto le quattro municipalità possono contare su 57 dipendenti (per una spesa totale annua di 2,5 milioni di euro), mentre a norma di legge dovrebbero esserne impegnati 130. «Razionalizzare, a questo punto, diventa un’esigenza» continuano i sindaci Roberto Beggiato (Solesino) e Bruno Bizzaro (Granze) con l’assessore Paola Lazzarin (Stanghella) «Il percorso di avvicinamento dei nostri enti è già avviato, basti vedere la gestione associata del catasto, l’istituzione della centrale unica di committenza, la gestione unitaria del servizio di ristorazione scolastica».

Sant’Elena e Stanghella andranno al voto a maggio: se le due nuove amministrazioni accetteranno l’avvio del percorso, in un anno e mezzo l’Unione potrebbe essere già pronta e confezionata. A convincere gli amministratori c’è anche l’aspetto del risparmio – comunque secondario rispetto a riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi – anche se stimare un beneficio economico è ancora prematuro. Di certo c’è che l’istituzione di un’Unione garantirà lo svincolo per tre anni del patto di stabilità, così come l’aumento dei finanziamenti statali. C’è poi un dato statistico: si stima che a livello nazionale i Comuni sotto i 3 mila abitanti abbiano una spesa corrente di 743 euro per cittadino; la spesa scende a 546 euro per i Comuni dai 15 ai 20 mila abitanti, la stessa popolazione che avrà la futura e ipotetica Unione.

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