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IL FUNERALE DELLA VITTIMA

Martedì pomeriggio a Facca l’addio ad Alfredo Giacon

CITTADELLA. Il funerale di Alfredo Giacon sarà celebrato martedì alle 15.30 nella chiesa di Facca. Molte le persone che parteciperanno al funerale del 72enne, ex titolare del bar Borsa di...

CITTADELLA. Il funerale di Alfredo Giacon sarà celebrato martedì alle 15.30 nella chiesa di Facca. Molte le persone che parteciperanno al funerale del 72enne, ex titolare del bar Borsa di Cittadella, sposato con Dalia De Bortoli e padre di Massimo. La sua tragica morte ha scosso la comunità della frazione cittadellese, dove la famiglia è conosciutissima. Martedì scorso il corpo senza vita di Giacon è stato ripescato dalle acque del Brenta, in via Boschi a Fontaniva. In quel punto, i familiari della vittima hanno voluto portare un mazzo di fiori bianchi e rossi con un biglietto: «Riposa in pace, papà. Tuo figlio». Dopo appena 48 ore di indagini, i carabinieri del Nucleo investigativo di Padova e i colleghi della Compagnia di Cittadella hanno messo con le spalle al muro il killer che con un sasso ha sfondato la testa all'ex barista, uccidendolo. Samir Muzzin, 24 anni, disoccupato, vive a Grantorto con i genitori e il fratello maggiore. I militari dell'Arma sono riusciti ad arrivare a lui perché, in paese, qualcuno sapeva che la vittima da qualche settimana stava frequentando proprio quel giovane. Anche la sera di domenica 4 maggio i due si erano dati appuntamento su quella spiaggia lungo il Brenta, a Fontaniva, che la notte diventa luogo di incontri gay. Ma stavolta, quando Giacon ha chiesto una prestazione sessuale a Muzzin, quest'ultimo gli si è rivoltato in maniera violenta e l'ha colpito al capo, tre-quattro volte, con un sasso raccolto sul posto.

Poi gli ha rubato il portafoglio e il cellulare, che erano rimasti nell'auto della vittima, parcheggiata a pochi metri di distanza. Con il denaro preso al pensionato, circa 90 euro, l'omicida si è recato a Padova per acquistare della cocaina e consumare un rapporto sessuale con una prostituta, non facendosi mancare una sosta in Sala Bingo all'Arcella.

Dopo aver confessato il delitto, Muzzin è stato posto in stato di fermo e trasferito al carcere di Padova. Dovrà rispondere dei reati di omicidio volontario e rapina aggravata.

Il paese di

Grantorto non riesce dare un senso a tanta violenza: «Samir è un bravo ragazzo, sorridente, gentile, non ha mai fatto del male a nessuno. Non è un assassino: cosa può essergli capitato quella sera? Forse era sotto l'effetto della droga, non può esserci altra spiegazione».

Silvia Bergamin

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