Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Dalla guerra civile di Kiev agli ospedali del Veneto

Ricoverati a Padova e ad Abano due fra gli otto ucraini accolti nella Regione Necessitano di interventi specialistici. Zaia: «La nostra sanità sempre presente»

Sono a Padova due degli otto ucraini atterrati ieri mattina all’aeroporto Canova di Treviso. Una donna è ricoverata nell’Azienda ospedaliera e un giovane ventitreenne è nella Casa di Cura di Abano Terme. I due sono arrivati assieme ad altri sei connazionali bisognosi di cure specialistiche. La maggior parte di loro è stata coinvolta negli scontri in corso nel loro Paese d’origine, l’Ucraina, a un passo dalla guerra civile. Il numero delle vittime continua a salire, a oggi è di almeno 34 il b ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Sono a Padova due degli otto ucraini atterrati ieri mattina all’aeroporto Canova di Treviso. Una donna è ricoverata nell’Azienda ospedaliera e un giovane ventitreenne è nella Casa di Cura di Abano Terme. I due sono arrivati assieme ad altri sei connazionali bisognosi di cure specialistiche. La maggior parte di loro è stata coinvolta negli scontri in corso nel loro Paese d’origine, l’Ucraina, a un passo dalla guerra civile. Il numero delle vittime continua a salire, a oggi è di almeno 34 il bilancio dei morti e si contano decine di feriti, mentre mancano tre settimane alle elezioni che dovrebbero dare un nuovo assetto istituzionale al Paese. I feriti sono stati trasportati da Treviso agli ospedali veneti grazie agli equipaggi messi a disposizione dal Suem 118 della Regione. La donna destinata all’ospedale di Padova è stata presa in carico dal personale del Pronto soccorso e, dopo i primi accertamenti, è stata affidata agli specialisti. Attualmente si trova in prognosi riservata: si sospetta che sia un caso di intossicazione da sostanze chimiche, un gas di provenienza sconosciuta e ammoniaca. Il ragazzo, classe 1991, è stato accolto al Policlinico di Abano, struttura ospedaliera convenzionata con l’Usl 16. Il paziente, sofferente di un problema articolare, è stato preso in carico dall’équipe di Chirurgia del ginocchio diretta dal professor Roberto Nardacchione. È in attesa di essere operato al ginocchio e non è in pericolo di vita. Gli altri sei pazienti sono stati inviati rispettivamente a sei strutture sanitarie: l'Ircss San Camillo di Venezia, la Casa di Cura Villa Salus di Mestre, l'Ospedale Sacro Cuore-don Calabria di Negrar (Verona), la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera (Verona), l'ospedale Cà Foncello di Treviso e l'ospedale all'Angelo di Mestre. Tutti gli otto ucraini presentano patologie che non sarebbe stato possibile curare al meglio in patria: sono vittime di ferite d’arma da fuoco, di fratture ossee multiple e di traumi cranici e oculari. I pazienti sono in cura nelle strutture sanitarie venete grazie a un accordo bilaterale stretto tra il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il Console generale di Ucraina in occasione di un incontro avvenuto a Milano lo scorso 21 marzo. «Quando nel mondo viene chiesto aiuto alla sua sanità» ha detto Zaia, «il Veneto risponde sempre “presente” e lo è stato anche in questo caso. Abbiamo dato immediata disponibilità al Console generale di Ucraina e, in poche settimane, è stato possibile portare a termine l'operazione. Diamo il benvenuto a questi feriti nella certezza che i nostri sanitari sapranno curarli al meglio e restituirli guariti alle loro famiglie e alla loro vita, con l'augurio che nel frattempo siano risolte le tensioni in atto».

Silvia Quaranta