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Chiesto il processo per i giostrai

La banda dei bancomat: sono undici e sono accusati di 23 assalti con l’esplosivo

CAMPODARSEGO. Undici richieste di rinvio a giudizio per ben 23 assalti con l’esplosivo a impianti bancomat sparsi nel Nordest e in Emilia Romagna. È la richiesta del pm padovano Benedetto Roberti nei confronti di un gruppo di giostrai, accusati (a vario titolo) di associazione a delinquere finalizzata ai furti, oltreché di ricettazione, lesioni personali, rapina, favoreggiamento e simulazione di reato. Si tratta di Goran Malacarne, 28 anni di Cison (Treviso); Erik Malacarne, 31 di Santa Lucia di Piave (Treviso); Daniel Rizzetto, 35 anni di San Martino di Lupari; Joi Major, 29 anni di Treviso; Sendy Malacarne, 24 di Mareno di Piave (Treviso); Giuseppe Malacarne, 55 di Santa Lucia di Piave (Treviso); Lucia Cavazza, 29 di Treviso di fatto senza fissa dimora; Samuele Ippia, 38 di Vecchiano (Pisa); Susi Lucchesi, 40 di Lucca; Pamela Levanovich, 30 di Santa Lucia di Piave; Renato Gazzola, 64 di Caerano San Marco (Treviso). In sei hanno già chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato che consente uno sconto di pena (l’appuntamento davanti al gup Cristina Cavaggion è per il 12 maggio); mentre gli altri rischiano di finire a processo (il 25 marzo l’udienza preliminare). Il 15 marzo 2013 i carabinieri seguirono un’auto sospetta nel Ravennate dove gli occupanti assaltarono un bancomat. C’era un secondo colpo da fare, ma vi rinunciarono: un elicottero dell'Arma sorvegliava la zona. Al ritorno, nel casello di Padova sud la vettura fu bloccata risultò inutile per i fuggitivi speronare un’auto dei militari. In manette finirono i fratelli Malacarne (Goran ed Erik) con Rizzetto, mentre Joi Major venne arrestato qualche giorno più tardi in un campo nomadi ad Albignasego dove, sotto alcune roulottes, furono recuperati alcuni giubbotti antiproiettile che erano stati sotterrati. I quattro sono considerati al vertice della banda, gli altri gli operativi. I colpi sono stati messi a segno nel Padovano (Piombino Dese, due a Cadoneghe, Limena, Campodarsego e Anguillara Veneta); quattro nel Ferrarese (Pontelangorino di Codigoro, Longastrino di Argenta, Consandolo di Argenta, Gallo di Poggio Renatico); cinque in provincia di Forlì (Bulgarno di Cesena, Forlimpopoli, due a Sala di Ccesenatico, Savignano

sul Rubocone); tre nel Ravennate (Cotignola, San Pancrazio di Russi, Alfonsine); due nel Veronese (Santa Maria di Zevio, Nogarole Rocca), uno nell’Udinese (San Daniele del Friuli), uno nel Vicentino (Quinto Vicentino); uno nel Modenese (Rovereto sulla Secchia di Novi). (cri.gen.)

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