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pronto lo sfratto per i «fratelli eroina»

Affari d’oro con lo spaccio ma vivevano nelle case Ater

I «fratelli-eroina» - un giro d’affari di 150 mila euro per volta - abitavano in una casa popolare. Da cui, ora, rischiano lo sfratto. Dopo essere stati arrestati giovedì scorso per possesso e...

I «fratelli-eroina» - un giro d’affari di 150 mila euro per volta - abitavano in una casa popolare. Da cui, ora, rischiano lo sfratto. Dopo essere stati arrestati giovedì scorso per possesso e spaccio di droga gli albanesi Ilir, Ylli e Fiqiret Jonuzi sono sotto la lente d’ingrandimento dell’assessorato alla casa di Gianni Di Masi. I tre infatti abitano tra via Malibran 7, e via Benussi 44, in appartamenti Ater, quindi case popolari che si sono aggiudicati tramite graduatoria. I tre potrebbero perdere le abitazioni se venisse dimostrato che all’interno degli appartamenti nascondevano droga o la spacciavano. Il settimo punto del regolamento Ater, avverte che non si può «adibire l'alloggio e le sue pertinenze (cantina, garage, ecc.) ad usi illeciti, immorali o diversi dalla destinazione d'uso. Utilizzare la casa per scopi diversi rispetto a quelli per cui è stata assegnata non solo crea disagio agli altri abitanti del fabbricato, ma è causa di decadenza dall'assegnazione». Il caso dei «fratelli-eroina» sembra i violare il regolamento. Negli appartamenti di via Malibran e via Benussi, gli agenti hanno infatti ritrovato 6 mila euro in contanti, mezzo chilo di eroina e il libro mastro contenente tutti i nominativi dei clienti, in maggioranza di origine nordafricana. Tutto questo va ad aggiungersi all’altro mezzo chilo ritrovato nelle due auto parcheggiate, sempre nella zona in cui abitavano e dove abitualmente occultavano la droga, per un valore al dettaglio tra i 100 e i 150 mila euro. I tre erano stati arrestati dagli uomini della Squadra Mobile giovedì scorso, dopo un rischioso inseguimento nei pressi del centro anziani di via Malibran e dopo una colluttazione

con i poliziotti. L’assessore alla casa Gianni Di Masi è in contatto con la Questura per ricevere le informazioni per un eventuale provvedimento. Uno dei tre si era rivolto allo stesso assessore Di Masi, affinchè intervenisse per ridurre il canone di locazione.

Luca Preziusi

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