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Governi Letta, Monti e Berlusconi sotto inchiesta per istigazione al suicidio

La procura accoglie tre esposti presentati da imprenditori, presto interrogati: «Hanno assistito incuranti al volgere della crisi, spingendo molti a farla finita»

PADOVA. Istigazione al suicidio dei politici verso gli imprenditori in crisi, la procura ha aperto un’inchiesta. Già tre le denunce arrivate al quarto piano del Palazzo di giustizia, sostanzialmente simili. Il fascicolo per ora è senza indagati, ma nei prossimi giorni il magistrato sentirà i tre imprenditori per capire quali sarebbero, a loro modo di vedere, i comportamenti dei politici degli ultimi tre governi, quelli che si sono succeduti dall’inizio della crisi, che avrebbero indotto decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita. Quali sono stati i comportamenti per i quali si sarebbero sentiti minacciati. Sotto accusa i governi Letta, Monti e Berlusconi.

«Governo e Parlamento non hanno messo in atto provvedimenti» recita l’esposto querela «anche in forma assistenziale, tali da impedire che si succedessero i suicidi a causa della perdita del posto di lavoro, a causa della crisi economica che ha colpito duramente i piccoli artigiani, commercianti agricoltori, colpa dell’esasperante pressione fiscale e di altro. Al contrario, invece di perseguire i gestori delle slot machine o quelli che continuano a detenere ricchezze finanziarie italiane all’estero per mancato pagamento di quanto dovuto all’erario, li hanno graziati e condonati e dulcis in fondo finanziato con i gettiti erariali banche private come Mps, ma risorse finanziarie e programmi per tutelare la vita dei cittadini italiani rimasti senza reddito, giammai». I querelanti accusano i politici di non aver mai istituito, a tutela dei meno abbienti, disoccupati, piccole aziende che fallivano e chiudevano i battenti anche a causa dei mancati pagamenti dei crediti loro spettanti da parte della pubblica amministrazione, un fondo a loro tutela, con la supervisione dei prefetti «per dare un reddito e una dignità a tutti quei cittadini che si trovassero in crisi finanziaria».

Per farsi un’idea dei fautori di queste prime denunce e del loro pensiero, basta visitare la pagina Facebook del “Comitato 580 cp” accessibile a chiunque. È pubblicato il fac simile della denuncia, identico a quelli arrivati in procura, dopo le generalità di chi denuncia, in successione sono riportati gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (tutela della salute) della Costituzione italiana e gli articoli 1, 2, 19 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo in sostegno del “diritto alla vita di ogni persona” che deve “essere protetto della legge”. Dopo diverse premesse chi denuncia chiede che la procura della Repubblica «voglia procedere penalmente nei confronti di tutti i membri del governo, come anche di tutti i deputati e senatori, dell’attuale e passata legislatura che hanno assistito incuranti al volgere della crisi e alle sue drammatiche conseguenze, ovvero di quanti verranno ritenuti responsabili del reato previsto dall’articolo 580 cp (istigazione o aiuto al suicidio, ndr)».

Si chiude l’esposto chiedendo alla procura di procedere alla individuazione delle persone che hanno

tentato il suicidio in Italia negli ultimi 3 anni, ovvero da quando si è sviluppata una crisi economica senza precedenti «con politiche recessive dei governi in carica». Si chiede che queste persone vengano sentite come testi dei veri motivi che li hanno spinti a tentare di farla finita.

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