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«Andavamo a ballare accompagnati da papà»

I ricordi dei frequentatori negli anni Cinquanta della discoteca Arlecchino (poi East Side World) di Ponte di Brenta demolita per costruire appartamenti

PONTE DI BRENTA. «Erano gli anni Cinquanta, e a ballare non si poteva mica andare da sole, non stava bene. Quindi io, che all’epoca avevo sì e no dieci anni, accompagnavo mia sorella Gabriella, di qualche anno più grande. Si andava in bicicletta alla sala da ballo “Arlecchino” di Ponte di Brenta, l’unica della zona, la domenica pomeriggio: io mi sedevo ad uno dei tanti tavolini e aspettavo ascoltando la musica, mentre mia sorella ballava. C’era l’orchestra che suonava, anche canzoni su richiesta«.

La storia della discoteca di via San Marco, in questi giorni in demolizione, inizia più o meno qui, con la testimonianza di Maria Grazia Zabeo, 68 anni, che vicino alla sala da ballo è persino finita a viverci.

«Io ci andavo che di anni ne avevo 18: si chiamava ancora “Arlecchino” ma si ballava musica moderna, da vinile, di fine anni Settanta. Arrivavo con le mie amiche a piedi, perché abitavo vicino al capolinea dell’autobus 18», racconta Marta Granziero, 56 anni, commessa in un negozio di Ponte di Brenta. Andrea Sorgato, 40 anni, ricorda persino lo slogan: «La Green Apple del divertimento, eccome se me lo ricordo! Ai miei tempi, era la fine degli anni Ottanta, si chiamava Mela Verde, e si andava sempre la domenica pomeriggio: dalle 14 alle 19.30, io e i miei amici eravamo i primi ad entrare e gli ultimi ad uscire. E poi, per finire la serata, una pizza al “Doge”, locale lì vicino chiuso ormai da anni. Abitavamo tutti in zona ed erano i nostri posti di riferimento».

Il locale ha poi proseguito la sua vita prima come “Mania”, poi come “East Side World”. «È stata la prima discoteca che ho frequentato e ho ricordi bellissimi. Avevo 14 anni, erano i primi anni 2000, ci andavo con le mie amiche, accompagnate in auto dai nostri genitori. L’altro giorno ci sono passata davanti e ho visto i lavori di smantellamento: è stato un vero tuffo al cuore» dice Lisa Rudella, 27 anni, di Peraga di Vigonza. La parabola della discoteca di Ponte di Brenta si chiuderà di lì a poco, nel 2005.

«Durante la mia gestione abbiamo mantenuto il nome “East Side World” per la domenica pomeriggio, che era sempre molto forte: venivano ragazzi da tutta Padova, Treviso e Verona, era un locale “cult” per chi amava ballare. La sera invece era “The Klub”, e ospitava un pubblico più adulto, con ospiti del calibro

del dj Tommy Vee», racconta Andrea Natoli, 41 anni, ultimo gestore del locale. Della storica discoteca ora rimane solo un cumulo di macerie e polvere. E la nostalgia di chi l’ha frequentata e la porterà nel cuore come un ricordo di giovinezza, dagli anni Cinquanta in su.

 

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