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«Sugli sfratti decide una commissione»

Il botta e risposta sulla questione sfratti tra l’assessore Gianni Di Masi e Daniela Ruffini continua. «Ho riferito quello che mi ha comunicato la Commissione casa, che si basa su norme e procedure...

Il botta e risposta sulla questione sfratti tra l’assessore Gianni Di Masi e Daniela Ruffini continua.

«Ho riferito quello che mi ha comunicato la Commissione casa, che si basa su norme e procedure approvate dal consiglio comunale, presieduto dalla stessa Ruffini. Se non rispetta il volere del consiglio, forse dovrebbe chiuderlo». Gianni Di Masi non ci sta, e dopo la provocazione di Rifondazione comunista (che lo aveva accusato «di essere inesistente») ribatte puntando sul regolamento di pal ...

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Il botta e risposta sulla questione sfratti tra l’assessore Gianni Di Masi e Daniela Ruffini continua.

«Ho riferito quello che mi ha comunicato la Commissione casa, che si basa su norme e procedure approvate dal consiglio comunale, presieduto dalla stessa Ruffini. Se non rispetta il volere del consiglio, forse dovrebbe chiuderlo». Gianni Di Masi non ci sta, e dopo la provocazione di Rifondazione comunista (che lo aveva accusato «di essere inesistente») ribatte puntando sul regolamento di palazzo Moroni. La polemica era nata dal caso della famiglia Favero-Zovi, sotto sfratto con 600 euro al mese e tre figli. L’assessore Di Masi aveva risposto di «rivolgersi al mercato libero per trovare un alloggio, pronti ad aiutarli attingendo alla delibera per l’emergenza abitativa, che stabilisce un aiuto fino al 50% dell’affitto». Ruffini aveva reagito: «Abbiamo centri di accoglienza pieni e case nuove vuote, ma costringiamo le famiglie ad essere ospitate o a stare in mezzo ad una strada. Questo Assessorato non ha mai fatto nulla per le politiche abitative».

Ora tocca all’assessore Di Masi: «Accetto di buon grado la provocazione, ma forse Ruffini ignora che le assegnazioni di case, in quanto frutto di impiego di denaro pubblico, debbono soddisfare precise norme e non i capricci dell’assessore di turno. La legge prevede il 15% di alloggi per le emergenze abitative. Per ciò che riguarda gli sfratti, il Comune deve servirsi anche di altri mezzi di intervento da attuare sulla base di valutazioni di una apposita Commissione, della quale non fanno parte gli assessori, ma solo funzionari del Servizio casa e dei Servizi sociali».

Così nel merioto: «La proposta fatta alla famiglia Favero proviene proprio da quella commissione e si basa su procedure approvate dal Consiglio comunale. Se la presidente del consiglio non rispetta l’organismo che presiede, forse converrebbe chiudere il consiglio comunale più che l’assessorato».

Intanto Di Masi esclude la sua candidatura alle prossime elezioni: «Ho quasi 70 anni e vorrei riprendere a leggere qualche libro. Vedremo». Per ora conferma che il 2 febbraio andrà a votare alle Primarie «per Ivo Rossi perché è la persona che meglio sa gestire l’alleanza di centrosinistra». (l.pre.)