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Tre Comuni con il rebus-fusione

Albignasego, Maserà e Casalserugo incerti su costi e benefici. Intanto parte uno studio di fattibilità

ALBIGNASEGO. Quanto costa e quali benefici può dare la fusione tra Albignasego, Casalserugo e Maserà in un unico grande Comune? Sarà uno studio di fattibilità a rispondere a questa domanda. Una decina di studi professionali e l’Anci sa (la società di cui fa parte anche Anciveneto e che fornisce ai Comuni supporto per le problematiche inerenti la pubblica amministrazione) hanno risposto al bando del Comune che deve selezionare il suo consulente. Le buste dei partecipanti alla gara sono state aperte e ora l’ufficio gare di Albignasego, capofila dell’iniziativa, controllerà la corrispondenza e correttezza della documentazione pervenuta e poi assegnerà l’incarico. «Abbiamo ottenuto un contributo regionale per pagare gran parte dello studio» spiega il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, «che avrà il compito di verificare se è conveniente per noi fonderci in un unico Comune, valutando le caratteristiche dei territori. Dovesse risultare di sì, renderemo pubblico lo studio e inizieremo un percorso di confronto pubblico».

Lo studio dovrà essere pronto per giugno, il resto del percorso sarà certamente molto più lungo, perché dovrà coinvolgere i consigli comunali, i cittadini, le associazioni. Poi si andrebbe a un referendum i cui sarebbero i cittadini a decidere per la fusione o no. «Credo nelle unioni quando, come la nostra, vengono gestite bene» dice Elisa Venturini, sindaco di Casalserugo, «mentre per la fusione sono cauta. Se le unioni comportano la messa in comune di servizi, le fusioni vanno invece a incidere sull’identità dei territori e io non ci terrei proprio a diventare il quartiere periferico di qualcun altro. Ma le indicazioni nazionali spingono verso le unioni e le fusioni e, soprattutto per i piccoli enti, diventa difficile gestire la nuova e complicata burocrazia, per cui da soli non è più conveniente andare avanti». Della necessità di collaborazione tra Comuni è convinto pure il primo cittadino di Maserà. «Il futuro degli enti locali è la cooperazione» dichiara Nicola De Paoli «ma poi, sulle modalità, occorrerà valutare costi e benefici. E magari il

Governo fornisse un aiuto a chi, come noi, Comuni virtuosi, ci impegniamo a trovare forme di risparmio pur mantenendo inalterati i servizi ai cittadini. Ma oltre a non venire aiutati, spesso siamo pure vessati, mentre i Comuni meno virtuosi se la cavano sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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