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Barbona e Sant’Elena, sprint milionario

Le email dei due Comuni bruciano sul tempo i concorrenti e conquistano i finanziamenti: prima si erano allenati per giorni

BARBONA. Non si può certo dire che a Barbona e Sant’Elena non siano puntuali. Soprattutto quando il ritardo può costare un milione di euro. I due Comuni della Bassa Padovana per pochi secondi sono riusciti a guadagnare la bellezza di 1,7 milioni di euro, a tanto ammonta la cifra che le due municipalità si sono guadagnate partecipando al bando “6000 campanili” promosso dal Ministero delle Infrastrutture. Il progetto statale metteva in palio 100 milioni di euro per i Comuni con meno di 5 mila abitanti: ogni amministrazione comunale poteva richiedere un massimo di 1 milione di euro e un minimo di 500 mila per realizzare piccole opere pubbliche da appaltare entro il prossimo febbraio. Per ottenere il finanziamento bastava inviare per via telematica tutta la documentazione richiesta dalle 9 dello scorso 24 ottobre. A essere premiata non era solo la bontà dei progetti, quanto la velocità nel presentare la domanda: non a caso in mezzora il montepremi era esaurito, nonostante le domande siano continuate ad arrivare – 3.500 in tutto – fino a sera.

Tra i 115 Comuni italiani che hanno ottenuto un posto tra gli assegnatari, gli unici due padovani sono appunto Barbona e Sant’Elena: la mail del primo Comune è arrivata alle 9 e 1 secondo, mentre Sant’Elena ha ritardato di poco inviando la richiesta alle 9 e 11 secondi. Barbona si è meritata 977 mila euro (cifra record per un Comune di 733 anime), Sant’Elena 765. «Non abbiamo lasciato nulla al caso», racconta Francesco Peotta, primo cittadino di Barbona. «Si pensi che, per paura che togliessero la corrente, abbiamo sistemato in ufficio anche un generatore di energia elettrica. Non volevamo che un momentaneo blackout ci costasse un milione di euro».

Nei giorni precedenti al 24 ottobre, inoltre, il dipendente comunale addetto alla pratica ha fatto ogni tipo di simulazione per calcolare il tempo di invio della mail: «Abbiamo provato a spedire i documenti con tutti i tipi di servizi mail, da Outlook a Webmail, cronometrando i tempi di ricezione, alleggerendo i file pdf, togliendo tutte le foto che non servivano. Insomma, abbiamo studiato ogni dettaglio», chiude Peotta. I 977 mila euro serviranno per recuperare il municipio, praticamente mai restaurato e ritoccato negli ultimi cinquant’anni, ma anche le ex scuole (inagibili dall’ultimo terremoto) e la vecchia farmacia. Nasceranno nuovi spazi per bar, negozi e sedi associative. Sant’Elena invece impiegherà i 765 mila euro per l’asfaltatura e la messa in sicurezza di tutte le strade ammalorate e per l’installazione di otto telecamere di videosorveglianza. «Un plauso va ad uffici ed assessori» si accoda Emanuele Barbetta,

sindaco di Sant’Elena «i quali hanno cercato il massimo di tempestività nel partecipare al bando, che peraltro non era facilmente interpretabile». Barbona è stato il secondo Comune veneto più veloce, il nono in Italia), dietro solamente a Selva di Cadore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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