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La Tares scade lunedì, vi è arrivato l'F24? «In migliaia non ce l’hanno»

Ramundo (Osservatorio del contribuente) prevede il caos alla scadenza di lunedì. «Serve una moratoria, non sono nemmeno rispettate le modalità di pagamento»

PADOVA. Per Nicola Ramundo, commercialista e presidente dell’Osservatorio del cittadino contribuente, lunedì ci sarà un «Vietnam fiscale», una «corsa agli sportelli postali e bancari» per la scadenza della Tares. Lunedì infatti, 16 dicembre, è l’ultima data per pagare la Tassa sui rifiuti e sui servizi . Tuttavia, secondo Ramundo, migliaia di padovani non hanno ancora ricevuto il modello F24, che è l’unico modo per pagare il tributo. Le amministrazioni locali hanno affidato il compito d'inviare l’avviso di pagamento alle società che gestiscono i servizi. In particolare sarebbero in difficoltà gli abitanti del capoluogo (ad inviare gli F24 è AcegasAps ), di Saonara (AcegasAps), Ponte San Nicolò (AcegasAps), Vigonza ( Etra ), Selvazzano (Etra) ed Albignasego ( Centro Servizi ).

Il Governo ha già previsto l’ipotesi che i Comuni non riescano ad inviare i bollettini in tempo, tanto da premunirsi con una nota ad hoc: il 16 gennaio 2014 infatti è la scadenza per versare la parte residuale dell’Imu sull'abitazione principale e sui terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti; la prima rata 2014 della Tasi (tributo sui servizi individuali); la prima rata 2014 della Tari (rifiuti); ed entro lo stesso termine deve essere versata la maggiorazione Tares per il 2013 nel caso in cui il Comune non abbia inviato il relativo bollettino in tempo utile per far rispettare ai contribuenti la scadenza del 16 dicembre 2013.

I contribuenti insorgono: «chiederemo a livello nazionale una moratoria fino a febbraio per chi non ha ricevuto in tempo utile il modello di pagamento», tuona Ramundo, «la stessa legge prevede che il cittadino abbia 60 giorni di tempo per pagare un’imposta, questa è stata deliberata a novembre e si pretende il pagamento a metà dicembre». Non solo, secondo l’Osservatorio ci sono troppe falle nel pagamento della Tares: «Sono negate le diverse modalità di pagamento previste dalla legge Tributaria», scandisce il presidente dell’Associazione, «il modello F24 si deve pagare rigorosamente di persona, in posta o in banca, negando la domiciliazione bancaria, i pagamenti on line, bonifici e non pubblicizzando le tabaccherie. Senza contare che alcuni codici non sono letti dalle poste, dunque il contribuente deve rifarlo manualmente con rischi di errore. Siamo pronti al contrattacco: pagheremo la Tares on line e, in caso di sanzione, siamo pronti ad affrontare con i nostri assistiti una class action gratuita».

Per le famiglie la tassa si aggira intorno a 100-200 euro, in base ai metri quadri, ma per imprenditori e commercianti può arrivare a 1000-2000 euro, il che significa, in caso di pagamento cash, incorrere in un altro ostacolo visto che la legge prevede si possano effettuare pagamenti contanti non oltre le 999,99 euro. C’è poi la questione tris destinatari che riguarda la nuova imposta: oltre al pagamento dell’asporto rifiuti per i Comuni, sono conteggiati 30 centesimi a metro quadro che intasca direttamente lo Stato e un 5% destinato alla Provincia: «Non comprendiamo in modo particolare la quota provinciale che non ha senso», commenta Ramundo, «e non è chiaro, a Padova, a quanto ammonti lo sconto propagandato dall’Amministrazione visto che la cifra non è divisa per voci. Ai cittadini suggerisco di fare attenzione: dietro il modello sono riportati i metri quadrati della propria abitazione, ma alcuni ci hanno segnalato non corrispondono a quelli reali».

Poste: lunedì servizio potenziato. Le Poste fanno sapere che gli afflussi degli ultimi giorni sono stati importati per il pagamento della Tares. Dunque sono persuasi che il peggio sia passato. Tuttavia specificano: «lunedì vedremo se la previsione è giusta». E per non trovarsi impreparati ricordano che hanno potenziato il servizio: a Padova sono disponibili con orario continuato dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 19.05, gli uffici di corso Garibaldi, Padova 7 (Arcella) e Padova 27 (via De’ Filippesi). In provincia: Abano Terme, Albignasego,

Cadoneghe, Camposampiero, Conselve, Este, Limena, Monselice, Montegrotto, Piove, Rubano, Selvazzano, Vigonza, Campodarsego, Cittadella, Montagnana, Noventa. Il sabato sono aperti dalle 8.20 alle 12.35. In tutta la provincia gli uffici sono 170 e «tutto il personale disponibile è al lavoro».

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