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Troppa varechina per pulire: condannata

A processo l’inquilina di un palazzo di Casalserugo, forse un po’ troppo maniaca dell’igiene, con l’accusa di lesioni personali

CASALSERUGO. La varechina finisce in un’aula di giustizia e porta a processo l’inquilina di un palazzo di Casalserugo, forse un po’ troppo maniaca dell’igiene, con l’accusa di lesioni personali colpose e getto di cose pericolose. Querelle durata anni e, ieri, chiusa da una sentenza del giudice monocratico di Padova che ha assolto dalla prima contestazione la 75enne Maria Bianzale, residente in un palazzo in via Leopardi, condannandola per la seconda accusa (l’uso eccessivo di detergenti negli spazi condominiali pubblici, in particolare varechina e ammoniaca, molestando gli altri condomini con l’emissioni di gas e vapori tossici) a 200 euro d’ammenda e a un risarcimento di 5 mila euro (difensore, l’avvocato Lucia Tedeschi). È nel 2006 che iniziano i dissidi.

La pensionata ogni giorno non manca mai al “dovere” di lavare le scale comuni con “fiumi” di varechina e ammoniaca, preoccupandosi di chiudere bene le finestre. Aria irrespirabile appena mette il naso fuori dall’uscio per D.F., 49 anni, che vive in uno degli appartamenti del palazzo: per un po’ sopporta, poi protesta. Inutile. La signora Bianzale non ci sente: la pulizia prima di tutto. Così le tensioni crescono e, sostiene D.F., anche i disturbi. Quest’ultima, infatti, lamenta l’aggravamento di un’oculorinite allergica e di un’asma bronchiale. La lite finisce in una denuncia e alla fine dell’inchiesta il pm Benedetto Roberti chiede il processo a carico

di Bianzale.

In aula la pubblica accusa aveva sollecitato una condanna a tre mesi di carcere per entrambi i reati. L’avvocato Tedeschi ha insistito: non era stato dimostrato come la patologia di D.F. fosse dipesa dal comportamento dell’imputata. Alla fine la condanna più lieve.

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