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Salvò: «Aspetto di parlare con i magistrati»

Il sindaco di Villafranca tace in Consiglio comunale sull’operazione Pantano che lo vede indagato

VILLAFRANCA. Se qualcuno si aspettava fuochi d’artificio o dichiarazioni esplosive giovedì sera al Consiglio comunale, è rimato deluso. Il sindaco Luciano Salvò non ha rilasciato alcuna comunicazione. A più di un mese dall’operazione di carabinieri e guardia di finanza denominata “Pantano”, in cui risulta indagato anche il primo cittadino di Villafranca Padovana, questo era il primo Consiglio comunale. Le minoranze avevano chiesto, all’indomani della notizia, che il sindaco ne indicesse uno d’urgenza per spiegare la sua posizione. «Non l’ho indetto solo perché non sapevo cosa dire», ha spiegato fuori dal Consiglio Luciano Salvò, «perché, nonostante il 23 ottobre abbia inoltrato richiesta ai magistrati di essere sentito, non sono ancora stato convocato. Lo sarò la prossima settimana: almeno così capirò esattamente ciò di cui mi si accusa, perché quello che so è soltanto quanto ho appreso dagli organi d’informazione». Salvò, in base alle informazioni finora circolate, risulta indagato con l’accusa di aver turbato la gara d’appalto della tinteggiatura esterna di alcuni edifici di via Panama a Padova, in qualità di vicepresidente dell’Interporto. Gara che si aggiudicò la ditta “Global restauri” di Andrea Caporello, finito anche lui nella medesima inchiesta. Comunque, durante il Consiglio, una frecciatina le minoranze gliel’hanno lanciata, al momento in cui si votavano le dimissioni

del consigliere Mirko Beria (ufficialmente per motivi di lavoro) e il subentro di Gabriella Martini. Le opposizioni hanno ipotizzato che le dimissioni, invece, possano essere frutto della mancanza di fiducia verso il sindaco. La maggioranza ha preferito non rispondere.

Cristina Salvato

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