Menu

Frana l’argine del Fratta a Merlara

La falla tamponata subito per evitare guai peggiori, le sponde rese fragili dai cunicoli scavati dai gamberi

MEGLIADINO SAN FIDENZIO. «Quando comincia a piovere, gli abitanti della Bassa Padovana incrociano le dita». Scrivevamo così due anni fa e purtroppo l’incipit resta lo stesso. A tre anni dalla rotta del Frassine, questo territorio – e con esso migliaia di residenti e agricoltori - è tutt’altro che al sicuro. Dopo l’alluvione del novembre 2010, infatti, una lunga serie di emergenze ha interessato terreni e abitazioni bagnate da Fratta e Frassine, i due principali corsi d’acqua che attraversano la zona. L’ultimo è avvenuto solo qualche giorno fa, alla vigilia dell’ennesimo inverno a rischio.

L’«argine cede a Merlara. Mercoledì mattina, alle 11, ha ceduto una buona porzione di argine del Fratta in territorio comunale di Merlara. La rottura è avvenuta in prossimità della chiavica Valbonella, nell’argine sinistro del fiume. «Ho immediatamente attivato il nostro personale tecnico, che ha chiamato in causa a sua volta il Genio Civile di Padova e il Consorzio di bonifica Adige Euganeo, data la pericolosità della situazione» spiega il sindaco Claudia Corradin. Già a mezzogiorno il personale del Genio, congiuntamente al personale del Comune, ha approntato le misure necessarie per la messa in sicurezza del tratto interessato. Continua la Corradin: «I lavori sono tuttora in corso con il continuo monitoraggio del nostro personale tecnico. Giovedì ho inoltre provveduto a inviare una segnalazione urgente al Genio ed al Consorzio: sono preoccupata dal fatto che simili episodi possano verificarsi anche in altri tratti dell’argine del Fratta e di alcuni altri argini degli scoli consortili del nostro territorio comunale, soprattutto in questo periodo in cui, come già accaduto in questi ultimi anni, le precipitazioni piovose sono particolarmente frequenti ed abbondanti». Nei prossimi giorni il primo cittadino chiederà un incontro urgente al presidente del Consorzio di bonifica per chiedere, tra le altre cose, quali forme di monitoraggio e di interventi siano previste a breve termine. Resta inoltre da capire quale sia stata la causa del cedimento, che se non tamponato avrebbe sicuramente causato danni ingenti: esperti del posto e conoscitori di questi territori assicurano che gran parte della responsabilità potrebbe essere legata all’attività dei “gamberoni”, che scavano vistosi cunicoli negli argini indebolendo la stabilità e la tenuta delle struttura fluviali. Tane e cunicoli di nutrie e volpi (per il Frassine) e gamberi rossi (per il Fratta) sono, non a caso, tra le principali cause di sifonamenti e infiltrazioni negli argini della Bassa Padovana.

I rischi per Fratta e Frassine. Una zona ancora particolarmente delicata è quella attraversata dal Fratta Gorzone a Valli Mocenighe, Megliadino San Vitale, nel bacino del Vampadore e del Cavariega. A ogni ondata di maltempo migliaia di ettari, e soprattutto di colture, vanno in ammollo. Gli agricoltori del posto, che peraltro pagano i tributi più alti della provincia, sono sempre più disperati e qualcuno ha rinunciato alla propria attività visti i ripetuti episodi alluvionali dell’ultimo quinquennio. La proposta della Regione è quella di creare un nuovo bacino di laminazione, scelta che per molti ha più che altro risvolti negativi, a partire dal costo dell’intervento. La vera soluzione, e a sostenerlo sono ancora esperti di idrogeologia del posto, sarebbe invece lo scavo degli scoli: rimuovere i sedimi

del fiume aumenterebbe la portata del Fratta Gorzone e scongiurerebbe più di qualche piena. L’inverno è però alle porte e poco è stato fatto per garantire una stagione sicura a chi è costretto a convivere con il Fratta Gorzone.

(5 - continua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro