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Santa Maria è ora il punto più a rischio

Nella frazione di Veggiano compaiono fontanazzi a ogni piena. La mappa degli interventi compiuti sugli argini

SELVAZZANO. A circa tre anni dalla paurosa alluvione dei primi di novembre del 2010 la condizione degli argini del fiume Bacchiglione, da Cervarese a Tencarola passando per Veggiano, Creola, Saccolongo e Selvazzano, è sicuramente migliorata. Sono stati eseguiti lavori di messa in sicurezza di sponde e ripristino di sommità arginali per circa 6 milioni di euro. Somma che comprende anche gli interventi sul Tesina. Opere progettate ed eseguite nella stragrande maggioranza dal Genio civile. Solo il Comune di Selvazzano ha gestito in proprio sia la progettazione che il cantiere per la messa in sicurezza dell'argine sinistro del Bacchiglione, dal ponte fino in prossimità della golena Sabbionari.

Cervarese Santa Croce. Nel primo Comune padovano attraversato dal fiume gli interventi più importanti sono stati dal 2010 a oggi un paio, per l'ammontare di circa mezzo milione di euro. Hanno interessato l'argine destro in prossimità dell'ansa di Villa Trento e dalla passerella pedonale del vecchio mulino che collega il territorio di Cervarese a quello di Veggiano fino a via S. Martino. Rimangono da sistemare, a spese del Comune, gli appoggi della passerella erosi dalle piene.

Veggiano. I danni maggiori nel 2010 in questo territorio li ha creati il torrente Tesina con la rotta in località Trambacche. Entrambi gli argini del canale sono stati rinforzati, rialzati e resi carrabili. Nel punto dove si è verificata la falla è stato costruito un diaframma in calcestruzzo per rendere stabile la sponda. «Se sulla sommità di quelle sponde nel 2010 fosse stato possibile transitare con i mezzi di protezione civile, forse avremo potuto intervenire prima che la tracimazione di trasformasse in rotta», commenta il sindaco Anna Lazzarin. Le criticità nel Comune di Veggiano restano nella frazione di Santa Maria, dove ad ogni piena sull’argine sinistro del Bacchiglione si creano dei pericolosi fontanazzi che vengono in qualche modo tamponati con i sacchi di sabbia. Dovrebbe essere imminente l'avvio dei lavori da parte del Consorzio di Bonifica sulla sponda destra del Tesinella, nella zona di via Sabbioni, per un importo di circa 70 mila euro. Altro nervo scoperto è quello del vecchio mulino. Purtroppo le abitazioni si trovano in area golenale e il problema si risolverà solo quando saranno realizzati a monte i bacini di laminazione.

Saccolongo. Subito dopo l'emergenza del 2010, il Genio civile ha provveduto a rinforzare la curva in prossimità di Creola all'altezza del punto dove si immette il Tesina. È stato in assoluto il primo intervento fatto con carattere di somma urgenza dopo la piena. Nel territorio di Saccolongo, da Creola Vecchia fino al ponte di Creola, sono stati rinforzati ed eliminate le bassure di entrambi gli argini. «Diciamo che i punti critici sono stati risolti, ci sentiamo più sicuri anche se delle piene è meglio farne a meno», commenta l'assessore alla Protezione civile Armando Santi.

Selvazzano. Due milioni e 100mila euro è il totale dei lavori eseguiti dal 2010 a oggi per rendere sicuro il Bacchiglione in territorio di Selvazzano. Sono state eliminate le cosiddette corde molli su entrambi gli argini per una lunghezza di circa 5 chilometri, e rinforzate le sponde con la costruzione di alcuni tratti di massicciata. Il primo intervento è stato messo in atto sull'argine sinistro, dopo il ponte di Tencarola, con la posa di un diaframma

per evitare infiltrazioni. Restano da sistemare le strutture di sostegno dei ponti di Selvazzano e Tencarola, compresi i tratti di argine dove poggiano, e tutti i passaggi dei sottoservizi seriamente danneggiati dal materiale arrivato giù con la piena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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