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ospitava i pusher a casa sua

Nuovo arresto per la regina dello spaccio

LIMENA. Da ottobre ospitava a casa sua quattro spacciatori nordafricani: i carabinieri lo scoprono intercettando i pusher. Così viene fuori l’ultima attività che, in ordine di tempo, impegna...

LIMENA. Da ottobre ospitava a casa sua quattro spacciatori nordafricani: i carabinieri lo scoprono intercettando i pusher. Così viene fuori l’ultima attività che, in ordine di tempo, impegna Nicoletta Cabrelle, 47enne che vive a Limena in via San Francesco, finita di nuovo in manette per spaccio e per aver favorito la permanenza in Italia di clandestini. E in manette per spaccio ci era già finita l’8 settembre 2012: per quel reato aveva patteggiato un anno e mezzo ed era tornata libera dopo tre giorni dall’arresto. Peraltro si tratta di un volto noto alle forze dell’ordine visto che ha già trascorso cinque anni dietro le sbarre dopo essere stata condannata per una serie di rapine e furti nel Vicentino fra il 2002 e il 2003. Ma Nicoletta Cabrelle non si limitava a fare da “albergatrice”. La donna faceva da tassista, portando gli inquilini in giro per Padova e segnalando loro potenziali clienti. «Devo mandarti un cliente. Dove sei?» chiede al telefono a Marouane, soprannome di un pusher tuinisino che vive a casa sua. È l’1 novembre 2012. L’uomo, parlando in terza persona, risponde di raggiungerlo nel parcheggio dell’Oviesse e la invita a fargli sapere “quanti” (ovvero quante dosi servono). Il 13 novembre 2012 altra telefonata tra Nicoletta e Marouane: la donna informa il tunisino che un suo conoscente italiano vorrebbe entrare in società con lui. «C’è un principe che continua rompermi le b... È da stamattina che continua a chiamarmi». La base logistica dove opera il tunisino con altri complici è l’appartamento di Cabrelle dove vive pure Zied Jelassi, 31 anni, arrestato con la donna l’8 settembre dell’anno scorso a Piazzola

sul Brenta. Da allora la donna era diventata più guardinga e cambiava continuamente utenza telefonica. Non a caso il 28 gennaio scorso, durante una perquisizione a casa sua, erano state sequestrate tantissime sim card e materiale per il confezionamento delle dosi.

Cristina Genesin

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