Quotidiani locali

Nicchie di mercato: ecco il padovano che fa rinascere il 33 giri

Filippo De Fassi Negrelli, 40 anni, ha lasciato la banca per produrre il vinile. E la sua Phono Press fattura un milione l’anno

PADOVA. Il vinile è tornato, parola di Filippo De Fassi Negrelli. Merito dell’appeal del “piatto”, dell’influsso della rincorsa al vintage, ma soprattutto del fatto che «sta cambiando il panorama della discografia, tanto che la scena indipendente rappresenta una grande fetta del fatturato italiano. Oggi il disco conserva il suo fascino, ma è anche più alla portata di tutti». De Fassi Negrelli, 40enne padovano, è un imprenditore produttore di vinili, proprietario della Phono Press di Milano, l'unica ditta in Italia che stampa dischi.

Da cinque anni è il titolare dell’impresa che prima condivideva con un socio australiano, e oggi con la moglie Laura, anche lei padovana. Ma la sua passione arriva da molto lontano, da quando era direttore di banca e comprò il suo primo macchinario per produrre 33 giri. Dopo alcuni anni di “fai da te” a Padova, De Fassi Negrelli ha rilevato la Phono Press, oggi leader del settore e competitor di circa trenta ditte di produzione autorizzate al mondo con un fatturato vicino al milione l’anno, e si è congedato dalla scrivania («mi ero stufato di vendere aria fritta», ha confessato).

Un gigante del vinile di firma padovana che oggi produce dischi di migliaia di gruppi indipendenti, ma anche di grandi etichette come la Universal e la Warner Music.

«Siamo rimasti gli unici – ha raccontato De Fassi – però siamo riusciti a portare in alto il nome di Phono Press, anche grazie alla rinascita del vinile. Ormai il digitale è diventato una risorsa importante, ma il panorama musicale è cambiato, e l’artista emergente ha due opportunità: farsi conoscere attraverso i media e attraverso i noti programmi come X-Factor, che però rappresentano un imbuto abbastanza strettino, oppure decide di autopromuoversi grazie a piccole etichette. Gran parte del nostro fatturato proviene da questo tipo di lavoro che facciamo in Italia, ma che ci porta a produrre moltissimo soprattutto all’estero, dall’Inghilterra, alla Spagna, agli Stati Uniti fino all’ Indonesia».

Le sirene della pubblicità che una ventina di anni fa sostenevano il cd come ultima frontiera del suono, ormai abbattuta un po’ dalla crisi ma soprattutto dal digitale, ora si possono quasi spegnere. «In pochi anni la ditta ha triplicato il fatturato ed ho capito che il vinile era definitivamente tornato. Abbiamo diversi clienti cosiddetti istituzionali e molto affermati, ma è soprattutto grazie alla nuova scena indipendente che lavoriamo. Attorno a loro si stanno creando tanti nuovi circuiti, a partire dai punti vendita di vinili esclusivamente di gruppi indipendenti con tutta la coda dei vari gadget, t-shirt, etc. Sono loro il futuro e se pensate che ho appena finito di ristampare, per la terza volta, 500 dischi dei Juda un gruppo romano che suona musica rock anni ’70 e che per Laura Pausini ho stampato 2mila copie, o per Renato Zero 5mila vi renderete conto di quali sia oggi il valore del mercato del vinile».

Con mille euro, nel giro di due settimane, chiunque può stampare ben 300 dischi in vinile da rivendere poi durante i loro concerti. La rivincita del disco è arrivata. Chi è ancora convinto che i dischi siano suppellettili da trovarobato domenicale si faccia un giro da Phono Press.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista