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il pilota della scuderia delta di san pietro in gu

Costenaro assolto, non ha colpe

Due anni fa durante un rally aveva investito e ucciso uno spettatore

SAN PIETRO IN GU. «È la fine di un incubo». Sono le parole che la giovane promessa del rallismo nazionale Giacomo Costenaro ha postato ieri sulla sua Fan Page di Facebook, dopo la sentenza del Gup del tribunale di Cuneo che lo ha assolto "perché il fatto non costituisce reato".

La tragedia era avvenuta il 3 settembre 2011 al 17° rally internazionale delle Valli Cuneesi, in Piemonte: per una drammatica fatalità uno spettatore, Mario Scavanino, 60 anni di Bardonecchia, era morto investito in gara dalla Citroen DS3, contrassegnata dal numero 53, al volante della quale si trovava il marosticense Giacomo Costenaro, oggi 24enne. Un secondo spettatore era rimasto gravemente ferito.

Il fatto era avvenuto nel corso della terza prova speciale, di 11,7 chilometri di Montemale, a Cuneo, terza degli 11 tratti cronometrati. L'equipaggio formato da Costenaro e Giacomo Ciucci di Camigli (Lucca), aveva affrontato in discesa uno dei 13 tornanti che caratterizzavano quel tratto di gara. All'uscita del tornante, veloce e che presentava una curva destrosa, il pilota aveva perso il controllo del mezzo sbattendo contro il terrapieno alla sua sinistra, rimbalzando poi in strada. La Citroen, priva di controllo, aveva centrato dei cespugli ed era letteralmente volata, finendo sulla scarpata sottostante, centrando alcuni spettatori che si trovavano in un punto non consentito.

«È una notizia giusta», dicono i legali di Costenaro, che ora gareggia con la Delta Rally di San Pietro in Gu, Carlo Covi e Alberto Toniato, «Da troppi anni si cerca di attribuire la responsabilità di infortuni come questo a piloti, organizzatori, direttori di gara, commissari di percorso, apripista. Le corse implicano dei rischi, si sa. Le corse però non implicano

la mancanza di rispetto delle più elementari regole di auto- conservazione dell’uomo, anche e soprattutto per lo spettatore. Valga questa sentenza come monito per tutti coloro che si accingono ad assistere ad una corsa su strada… e vogliono continuare a vederne altre». (s.b.)

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