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«La crisi? A New York non c’è»

Riccardo Ravasini lascia Pontecorvo e diventa agente immobiliare nella Grande Mela

Arcella, Guizza, Potevigodarzere? Meglio Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Come non condividere la scelta di Riccardo Ravasini, 32 anni, padovano doc (ha studiato al Nievo) ed ora affermato agente immobiliare nella Grande Mela. «Sono arrivato negli Stati Uniti per qualche mese nel 2005, per trasferirmi definitivamente nel 2006» racconta «Inizialmente mi ha portato qui uno stage post laurea alla Bocconi in una società finanziaria. Questo Paese offre nuove opportunità, che in Italia scarseggiano da anni. Inizialmente ero partito ad occuparmi di un progetto imprenditoriale di web tv talk show. Grazie ad un amico avvocato che si occupa della parte immobiliare legale, sono stato introdotto e ho imparato come funziona il mercato a New York».

«Sono rimasto sorpreso, uno dei fattori che mi ha spinto a farlo diventare il mio lavoro è stato constatare l’efficienza del mercato immobiliare» aggiunge «Nel 2008 inizia la mia nuova attività come agente immobiliare. Qui è veramente possibile offrire un ottimo servizio al cliente. A differenza dell’Italia, un agente che assiste un compratore ha accesso alla totalità degli immobili sul mercato, il brokeraggio è universale e la trasparenza è pressochè totale. Si è in grado di offrire l’immobile migliore per i bisogni del cliente. Non c’è una particolare opportunità a “spingere” un immobile a discapito di un altro. Invece in Italia, da quanto mi dicono i colleghi, un agente ti offre solo le proprietà per le quali ha il mandato. Qui c’è un data base dove tutti gli agenti, di tutte le aziende condividono informazioni sugli immobili. Se c’è un appartamento da vendere, un agente lo inserisce e viene visto da tutti gli agenti di New York. Quelli che hanno un buon prezzo li vendi subito. La misura è in piedi quadrati, già cambiati in metri. Un piccolo appartamento di 50 metri a Manhattan costa 550.000 dollari (11.000 dollari al metro quadro). Sui 10-13.000 dollari al metro quadro. Ad Harlem, dove abito anch’io, o in altre zone in crescita per lo stesso appartamento, nuovo, la fascia di prezzo è 7.000 – 9.000 al metro. Raddoppiando la misura andiamo al doppio. Gli appartamenti più grandi costano di più, proporzionalmente, perché ce ne sono pochi. Dalle tre camere in su, costano di più al metro quadro (in Italia è il contrario). Unendo due appartamenti si fa business. I grandi grattacieli, vicino a Time Square, hanno metrature piccole, sui 550 – 700.000 dollari per 50 metri. In altre zone puoi stare sui 350.000, 450.000. Il compratore non paga il brokeraggio: paga solo chi vende. Ci sono anche appartamenti da 20, 50 milioni. L’anno scorso c’è stata la transazione residenziale più grande in assoluto, 88 milioni per un appartamento davanti a Central Park West, per un appartamento (6744 feet, piedi, ossia 625 metri quadri, in più piani). Più alti sono in un grattacielo più costano. Ho a che fare con clienti italiani, molti investono qui. Vivo da solo, ho la fidanzata da tre anni: i progetti sono creare una famiglia. In Italia ho lasciato il papà Ruggero e mamma Mafalda che vivono in zona Pontecorvo. Da poco sono agente anche in Florida e ho iniziato a trattare immobili a Miami Beach. Vicino alla spiaggia con 250.000 300.000 dollari si comprano appartamenti sui 60-65 metri quadri». Che consiglio dà ad un giovane che vuole trasferirsi lì per lavoro? «Meglio

prima fare un’esperienza qua, di qualsiasi tipo (studio e/o lavoro). Ti apre la mente. Impari tantissimo da tutte le culture. Manhattan è il mondo ricreato su un’isola, ci sono tutte le razze e l’interagire di queste persone è la cosa più fantastica di Manhattan. Qui la crisi non c’è».

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