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Quelli che vivono due secoli fa

A Cittadella il primo raduno degli Steampunk: sognano il passato ma si trovano sul web

Una totale immersione nella fantasia. La realtà è rimasta fuori della porta a Cittadella, per la prima edizione di SteamCamp. Ovvero letteratura, musica, costume e oggettistica, fumetti, videogiochi, tuttoin puro stile Steampunk. A organizzare l’incontro, Maurizio Galluzzo, veneziano, docente allo Ied e all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, e Marco Carrara, esperto Steam Punk, bergamasco, editor.

Spiega Carrara: «Lo Steampunk è un sottoinsieme della narrativa fantastica, con limiti legati all’insieme più vasto cui appartiene. Il termine nasce nel 1987, coniato dallo scrittore statunitense Kevin Wayne Jeter con su un gioco di parole, costruito partendo dal Cyberpunk, genere molto di moda nella seconda metà degli anni Ottanta, e steam-vapore, anche se il legame con il Cyberpunk non va oltre questo. Le opere Steampunk sono fantascienza o science-fantasy scritte dopo il XIX secolo e ambientate nel vero XIX secolo, in senso esteso dal 1789 al 1914. L’opera che rappresenta il miglior esempio di gioco di citazioni del passato, per me è un fumetto: “The League of Extraordinary Gentlemen”, di Allan Moore e Kevin O’Neill».

Per organizzare l’evento Galluzzo e Carrara hanno condiviso con Google un documento aperto un anno e mezzo fa e con il passaparola hanno convogliato a Cittadella centinaia di persone arrivate dalla Toscana, dal Piemonte, da Roma, e dal Veneto, ospitando conferenze sull’informatica, il costume vittoriano e molto altro. Del resto lo Steampunk in reazione alla tecnologia dalle forme asettiche (un ipad sembra un vassoio per panini) punta sulla bellezza della meccanica in movimento. La potenza del motore, il grasso degli ingranaggi, la possibilità di “riparare” le cose e riutilizzarle.

In mostra al mercatino la “bigiotteria bridge” di One Off, azienda milanese, presente con Elena Gaiotto, suo padre è di Conegliano, che insieme a una socia, ha deciso due anni fa di produrre gioielli in stile Steampunk, recuperando orologi autentici dell’Ottocento, perle d’uranio, usate fra la metà dell’800 e gli anni ’40, aulite, pietra usata al posto del turchese. Per i costumi la presenza dell’associazione Steam Punk Italia, nata a Novara due anni fa, è stata fondamentale. Loro, racconta la vicepresidente Time Mistress, li costruiscono riciclando materiali, e ogni personaggio viene pensato nel dettaglio.

Lo stesso Carrara per l’occasione ha indossato una uniforme tedesca, ispirazione 1907-1910, grigioverde con pantaloni da generale a sbuffo della seconda guerra mondiale, elmetto pickelhaube, spada, il tutto comprato su Ebay, con due pezzi originali, le spalline per grande uniforme da tenente di artiglieria e un distintivo. La parte musicale della manifestazione è stata gestita dallo scrittore Augusto Gintama Charlie, giacca da aviatore, cappello copia di Freddy

Mercury con occhialoni. Lui si è avvicinato al genere con il gioco di ruolo Spazio 1899.

Una comunità che si basa sulla meccanica ma si è unita grazie alla tecnologia. Anche Carrara deve farsene una ragione: «Sì, con interne è stato possibile trovarci, riconoscerci, condividere».

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