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Imprenditore suicida in azienda: nuova vittima della crisi

Albino Mazzaro, 54 anni, di Cadoneghe, trovato morto da un familiare. Ha lasciato un biglietto: «Non ce la faccio più»

VIGONZA. Un imprenditore di 54 anni, Albino Mazzaro, si è tolto la vita ieri pomeriggio nella sua azienda. Non ha retto al peso della crisi, alle difficoltà economiche che lo avevano costretto a rallentare la produzione fino a sospenderla, a chiedere la cassa integrazione per la decina di dipendenti e a conoscere i lati più angoscianti della congiuntura economica. L’ha fatta finita nel suo ufficio, al termine di una domenica trascorsa a riflettere sui suoi guai e a convincersi che non c’era ormai alcuna via d’uscita.

Albino Mazzaro abitava con la moglie a Cadoneghe storica, in via Nazario Sauro 2. Con il fratello Claudio era socio della società in nome collettivo Mazzaro Giulio e C. che ha sede in via Regia 32/b a Busa di Vigonza. Un’azienda che si era fatta un nome nella produzione di componenti per biciclette, specializzandosi in seguito nella realizzazione di profilature metalliche per ogni tipo di attività. Più di recente si era orientata verso il settore dell’arredamento. L’azienda dava lavoro a una decina di operai, ospitati da un capannone nella zona produttiva di Vigonza. Un’attività puntata alla specializzazione, piccola nelle dimensioni, quindi nota soltanto nell’ambiente degli addetti ai lavori. Come del resto i suoi titolari.

Un’azienda che ha sentito forti i morsi della crisi economica, ha perso commesse e ha fatto sempre più fatica a trovare ordini e specialmente a incassare per il lavoro svolto. Una situazione drammaticamente comune, che ha indotto i titolari a utilizzare per il personale gli ammortizzatori sociali disponibili, e quindi la cassa integrazione. Restavano l’angoscia e man mano la disperazione per persone che hanno nell’azienda ragione e senso delle loro vite, oltre che fonte di sostentamento per le loro famiglie. Così la convinzione di non riuscire più a risalire la china ha stretto sempre di più l’animo di Albino Mazzaro, che ieri mattina è uscito da casa per l’ultima volta. Dopo un po’ i familiari hanno iniziato a preoccuparsi e nel pomeriggio hanno deciso di andare a cercarlo. Poco dopo le otto di ieri sera hanno provato a vedere se era in fabbrica e l’hanno trovato ormai privo di vita, in ufficio. È stato dato l’allarme, sono arrivati il medico per la constatazione di morte e i carabinieri di Pionca di Vigonza per gli accertamenti e le indagini. Sul tavolo ha lasciato uno scritto per spiegare la scelta, per raccontare le difficoltà finanziarie che lo hanno fiaccato a morte. Fino a notte inoltrata familiari e parenti stretti sono stati sentiti in caserma per far luce sullo stato d’animo dell’uomo e su quello di salute dell’azienda.

Il ricordo torna a Giovanni Schiavon, che il 12 dicembre del 2011 si è ucciso sparandosi un colpo alla testa nella sede della Eurostrade 90 a 59 anni di età. Lui abitava a Padova,

la sua azienda di asfaltatura strangolata dai debiti era invece a Vigonza, e anche lui aveva scelto di morire nel posto a cui assieme all’impegno, al lavoro e alla fatica, aveva dedicato la vita. Lui e la sua famiglia sono diventati dei simboli, ma la sua azienda non gli è sopravvissuta.

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